Il 21 aprile chiuderà la prima parte del tour “Non So Chi Ha Creato Il Mondo Ma So Che Era Innamorato”

Questa mattina, al Mandela Forum di Firenze, Alfa, cantautore genovese che ha da poco partecipato al Festival di Sanremo con la sua “Vai!” e duettato con Roberto Vecchioni nella serata delle cover, ha incontrato la stampa in vista del suo concerto fiorentino del prossimo 21 aprile e che chiuderà la prima parte del tour “Non So Chi Ha Creato Il Mondo Ma So Che Era Innamorato”. Ecco quello che ha detto del tour (il suo primo nei palazzetti), della tappa fiorentina e di se stesso.

Da Sanremo è partito il tuo primo nei palazzetti. Come ti senti?

«Sono molto emozionato, è il mio primo tour nei palazzetti… io lo dico sempre, sei anni fa cantavo in una gelateria e il mio primo live l’ho fatto mentre chiedevano “stracciatella, pistacchio, coppetta…”, quindi fa strano arrivare nei palazzetti. Sono onorato di questo. E Firenze è sicuramente una delle tappe più importanti, visto che proprio qui, il 21 aprile, chiudiamo la prima parte del tour, quindi cerchiamo di sorprendere».

Il titolo del tour è molto particolare, cosa vuoi esprimere con questa frase?

«Che la vita è bella. Abbiamo vissuto tanta aggressività e tanta rabbia nel periodo di pandemia e nel post Covid, la mia generazione è molto ansiogena, però sto cercando di riportare, io come tante altre persone, un po’ di solarità, un po’ di bellezza».

Cosa porterai in questo tour, a parte la tua musica, di te?

«Considera che io, come racconto sempre, ho iniziato dalla mia cameretta, sul palco, in questo show un po’ teatrale, abbiamo costruito un’intera casa, con cucina, bagno, anche la mia stanza. Tutto questo perché, sì, sarei migliaia, ma sarà un po’ come fare una festa in casa nel soggiorno…».

Nelle tue canzoni passate hai spesso parlato del bullismo, un’esperienza che vissuto in prima persona. Si può dire che sei un rapper un po’ sui generis visto che in realtà parli sempre di temi importanti e cose positive?

«Diciamo che quella del bullismo è stata una parentesi che mi ha permesso di scrivere canzoni, perché la musica, per me, è stata un po’ l’alternativa sociale. E quindi ne parlo semplicemente perché so che ci sono un sacco di ragazzi che ci stanno passando e spero di essere per loro d’ispirazione».

Temi importanti, ma alla base di tutto c’è l’amore…

«Assolutamente, io sono innamorato dell’amore. Non sono innamorato di nessuno in questo momento, ma dell’amore tantissimo».

È stata una rivincita, per te, arrivare a Sanremo dalla tua cameretta?

«Sì, se penso da dove sono partito mi fa molto strano e mi onora. Però la mia è una storia di rivalsa sociale. Io non parlavo a scuola da piccolo e sono arrivato a cantare nei palazzetti, quindi…».

La collaborazione con Roberto Vecchioni prosegue, in qualche modo?

«Sì, si, dovrebbe venire in qualche mia data e io dovrei andare in qualche sua data. Il nostro connubio artistico, in realtà, è iniziato prima di Sanremo perché lui ha scritto la intro del mio disco, quindi ci conosciamo da un po’. Poi ho fatto amicizia coi suoi figli, abbiamo un rapporto speciale io e il Prof.».

Essendo tu sempre stato un fan di Vecchioni, quanto ti ha fatto piacere questo connubio artistico?

«Io sono nato perché i miei si sono innamorati con una canzone del Prof. Vecchioni, quindi sono su questo pianeta terra anche grazie a lui. Ma a parte questo, gli devo molto. I ragazzini crescono con dei poster di un o un altro cantante e io, nella mia famosa cameretta, avevo proprio il poster di Vecchioni, perché il mio papà me l’aveva regalato».

Quindi, tu sogni… ragazzo…sogni…

«Sì, sempre sempre. Tutti dovremmo sognare. Oggi abbiamo sempre un po’ paura di parlare di queste cose perché c’è molta disillusione, molto cinismo, però non c’è niente di male a sognare. Anche…».

Questo tour, per te, è un punto d’arrivo ma anche di partenza, immagino.

«Ovviamente, ho 23 anni e ancora tanti sogni da realizzare, ma sono molto superstizioso quindi se te li dico non succedono».

 I giovani oggi vivono nei social network. Ma quali sono le difficoltà più grandi, secondo te, che un ragazzo o una ragazza affrontano oggi?

«I social hanno pro e contro. Io non avrei mai potuto fare questo lavoro senza social perché, essendo sempre stato molto timido, un talent per esempio non l’avrei mai potuto fare. I social sono chiaramente un mondo magico, molto interessante, ma bisogna capire che cosa è reale.  Secondo me ci sono un sacco di modi per riabbracciare la vita reale, per esempio, io quando mi sveglio la mattina, per un’ora non guardo il telefono. Mi permetto un attimo di capire dove mi trovo davvero. Perché altrimenti si rischia di essere intossicati».

Sul palco fiorentino cosa ci farai sentire?

«Ci saranno un po’ di ospiti, anche uno internazionale (se riusciamo) e spero di riuscire a invitare il Prof. Vecchioni, dico la verità. Se lo convinco, lo porto a mangiare bene e poi cantiamo insieme. Un appello ai fiorentini che verranno a vedermi il 21 aprile al Mandela Forum? Mettetevi qualcosa di giallo, da poter formare un mare giallo di persone durante il concerto».

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies