Presentazioni fiorentine a cura di Paolo Mugnai

Il cielo sopra Firenze, l’ebbrezza del volo. Saletta piena alla Libreria  Gioberti per il libro di Roberto Baldini, Il cielo dei temerari. Firenze,  la musa del volo nel segno di Leonardo (Edizioni Medicea), presentato da Elisabetta Failla e Carlo Scarzanella con il Generale di Brigata Aerea Giovanni Francesco Adamo, Comandante dell’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche, e Vittorio Argento, già vice direttore Rai Gr1.

Il libro nasce da motivi familiari e professionali: “La passione per il volo mi è stata trasmessa dal mio babbo Carlo che non c’è più, così a diciassette anni decisi di prendere il brevetto di pilota. Per la cronaca de La Nazione di Firenze mi occupavo poi dell’aeroporto, impazzivo dietro ai possibili allungamenti o accorciamenti della pista così mi venne l’idea di ricavarne un libro facendo delle ricerche indietro nel tempo”. Questo libro ricco di foto è la riedizione aggiornata di un volume uscito nel 1993 con lo stesso editore, ma in questi trent’anni lo sviluppo dell’aeroporto di Peretola non c’è stato, coi “progetti approvati e non portati avanti”.

Le scrupolose ricerche di Baldini nell’archivio storico dell’Aeronautica Militare, nelle antiche cronache de La Nazione e nelle biblioteche lo hanno riportato fino a Leonardo da Vinci, “il primo a dare una base scientifica al sogno dell’uomo di volare, studi sfruttati solo secoli dopo. Affascina leggere le sue riflessioni sul volo degli uccelli, le sue intuizioni”.

Fino al leggendario esperimento sul Monte Ceceri in quel di Fiesole con Zoroastro da Peretola, “il primo uomo che forse sperimentò la macchina di Leonardo atterrando malamente e fracassandosi una gamba: sarà stata solo una leggenda? Perché Leonardo non provò lui stesso la macchina? Forse Zoroastro gliela prese di nascosto?”

Da Leonardo ai pionieri del Campo di Marte si succedono le storie, come quella di Vasco Magrini, pilota nella prima guerra mondiale e poi primo istruttore di volo a Firenze, morto in un incidente aereo. Vasco e le sue pazzie: “Come quella del ponte quando lui, letto di un aviatore americano passato sotto un ponte dell’Hudson, un giorno che era in volo con il suo biplano, con dietro di lui il vecchio giornalista fiorentino Alberto Decia, passò sotto Ponte alla Vittoria, non indenne perché sfiorò dei renaioli e impattò contro un cavo, ma riuscì ad atterrare sulla riva dell’Arno”.

Una sezione del libro è dedicata alle donne, alla prima pilota di linea Fiorenza De Bernardi. Insomma Baldini, com’è volare? “Una sensazione meravigliosa e difficile da descrivere, ci ho provato nel libro e spero di esserci riuscito”.
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