Presentazioni fiorentine a cura di Paolo Mugnai

Lasciare un personaggio di successo, per crearne un altro dello stesso spessore se non maggiore, è sempre un rischio, per qualsiasi narratore. Ma Gigi Paoli ci è riuscito.

Lasciato momentaneamente dopo cinque storie il suo alter ego Carlo Alberto Marchi, giornalista di cronaca giudiziaria a Firenze nel Palazzo di Giustizia da lui ribattezzato “Gotham”, il professor Piero Montecchi ne ha preso il posto, nelle pagine di Paoli e nell’attenzione dei suoi lettori. Così la loro attesa per la nuova uscita editoriale, quasi annuale, è rimasta, forse aumentata. Piacevole abitudine di seguaci affezionati.

In tanti erano alla libreria cinema  Giunti Odeon alla prima presentazione di “Oltre” (Giunti Editore), secondo romanzo con protagonista il prof. Montecchi, neuroscienziato italo-francese consulente del Cicap, il Comitato per il controllo delle affermazioni sul paranormale. Sul palco Paoli dialoga con Gabriele  Canè, editorialista di QN, e racconta come è nato il suo nuovo personaggio: “Me lo chiese una sera il mio mentore Antonio Franchini, direttore editoriale dell’area narrativa e saggistica della Giunti. Dopo tre giorni gli presentai il professor Montecchi. Avevo preso spunto dalla mia serie tv preferita, X-Files, per creare un personaggio che ha fede nella scienza e dà la caccia alla pseudoscienza”.

Scelta azzeccata, visto il successo de “La voce del buio” uscito l’anno scorso. “Sono affezionato a Piero Montecchi, perché ha il nome di mio padre e perché è un uomo molto combattuto, crede nella scienza anche se questa non gli ha salvato la moglie malata di cancro”.

Alla Giunti Odeon Paoli giocava in casa, per l’editore e perché è il luogo dove ha scritto il suo libro. In copertina l’immagine del cubo di Metatron, “il simbolo più importante della geometria, rappresenta la chiave conosciuta della natura e dell’universo”.

L’inizio
rientra nei tipici canoni del giallo, con il misterioso doppio omicidio di due premi Nobel per la fisica uccisi nello stesso momento e modalità, ma a distanza di mille chilometri; delitti molto simili a un altro di vent’anni prima. Montecchi è affiancato da una poliziotta a capo dell’Udi, Unità delitti insoluti.

Ma “Oltre” si sottrae alle  etichette di genere: “Non è solo un giallo o un noir. Ci sono il confine tra etica umana e scienza, l’abuso dell’intelligenza artificiale, la questione dei migranti”. Prima di scrivere, Paoli svolge un accurato lavoro di ricerca: “Fondamentale vedere quello che racconti. È vero tutto quello che ho scritto, solo alcune cose le ho anticipate nel senso che gli stessi scienziati affermano saranno realtà dal 2045”.

E Marchi  che cosa sta facendo? “È in cassa integrazione o in vacanza, ma tornerà. Forse un giorno i miei due protagonisti si incontreranno in una storia a Firenze. Chissà”.
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