Presentazioni fiorentine a cura di Paolo Mugnai

Alla scoperta delle radici di un grande giornalista scrittore viaggiatore. Nel ventennale della sua morte, è uscito il libro Tiziano Terzani mi disse (Ediciclo Editore) di Jacopo Storni, con la prefazione di Angela Terzani Staude, la moglie. Lo hanno presentato al Teatro Cantiere Florida in una serata evento da tutto esaurito, condotta da Martina Castagnoli della libreria On the Road, con Fabio Terzani, il cugino, e Massimo Mangialavori, il medico omeopata che l’ha accompagnato nella fase finale della sua vita.

Sebbene la fama di Terzani sia legata ai suoi oltre trent’anni in Asia, dovunque andasse nel mondo quando gli chiedevano di dove fosse lui rispondeva che era fiorentino, aggiungendo “di Monticelli”. Il viaggio a ritroso di Storni parte da Malmantile, borgo degli avi di Tiziano, poi Via Pisana al numero 147, luogo natale e lo ricorda una targa lì apposta, quindi Pisa alla Normale dove scelse Giurisprudenza, Vinci per il matrimonio con Angela, la basilica di San Miniato al Monte rifugio di quiete spirituale dopo l’11 settembre, infine Orsigna dove ha scelto di “lasciare il suo corpo”. Storni intervista i vicini di casa, i compagni di scuola, gli amici storici.

Ogni aneddoto rivela un lato che definisce e aiuta a costruire la personalità di Terzani: “Veniva da un quartiere popolare”, racconta Storni, “cresciuto in una povertà estrema, andava con la mamma al Monte dei Pegni a dare le lenzuola in cambio di soldi. Viveva in una casa di due stanze e nella stessa camera dormiva con il babbo, la mamma e poi la nonna quando gli morì il marito. Portava i pantaloni comprati a rate. La domenica in centro guardava i ricchi mangiare il gelato che lui non poteva permettersi. Ha sofferto episodi di bullismo. Tutto ciò lo ha segnato profondamente. Da qui nasce la sua voglia di riscatto e di fuga da questa realtà limitata”.

La scelta di stare dalla parte degli ultimi. “Se da reporter si è occupato dei poveri, dei dimenticati, dei senza voce, degli oppressi, io credo che lo abbia fatto perché si sentiva come loro e lui prendeva sempre parte nei suoi articoli, non era imparziale”.

Terzani ispiratore per tanti, anche per lo stesso Storni: “per me è un punto di riferimento, un maestro professionale e di vita, se oggi faccio il giornalista buona parte del merito è sua e anch’io tento di raccontare gli ultimi. I giovani devono conoscere Terzani, le sue frasi sono eterne”. “Tutti i giorni Tiziano si alzava ed era felice, entusiasta”, lo ricorda Angela, “È sempre stato partecipe della sorte di quelli trattati ingiustamente. Guardava sempre lontano”.
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