“Istituzioni premano su Governo, ministero Giustizia e Dap“

"Su quello che occorre fare a Sollicciano e sulle responsabilità pregresse assistiamo già da tempo a un costante rimpallo di responsabilità che non fa altro che rallentare e impedire l'individuazione di soluzioni concrete. Ci appelliamo dunque a tutte le Istituzioni del territorio a fare pressione sul Governo, il ministero della Giustizia e il Dap perché assicurino i fondi necessari per gli interventi strutturali a Sollicciano, e che esse stesse si adoperino ognuno per la sua parte". Così l'Arci di Firenze.

"Il provvedimento che arriva dal Dap a carico della direzione del carcere", sottolinea l'Arci fiorentina in una nota, "è l'ennesima notizia, l'ennesimo segnale della grave condizione in cui versa l'istituto penitenziario di Firenze, che soffre di evidenti criticità strutturali che hanno conseguenze sul personale e sulla popolazione detenuta. La disastrata situazione del carcere fiorentino registrata da questo provvedimento si somma infatti alle tante denunce, agli esposti alla magistratura, ai ricorsi sempre più spesso accolti dei reclusi per inumanità della detenzione, ultima quella del 5 luglio scorso. Una fotografia impietosa che riguarda tutto il nostro Paese e le sue strutture penitenziarie e che a Sollicciano raggiunge picchi ancor più preoccupanti. 'Condizioni indecorose per un paese civile' le ha definite ieri l'altro il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricordando tra l'altro il fenomeno dei suicidi in carcere (59 da inizio anno in Italia, di cui 4 solo in Toscana)".

Arci
Firenze, ricorda, "opera a Sollicciano da decenni, con l'obiettivo di portare sì un po' di sollievo quotidiano e immediato alle persone detenute, ma con la convinzione profonda di voler contribuire, per la nostra parte, alla realizzazione di ciò che riporta la Costituzione: 'Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato'".

"Ci auguriamo che le notizie delle ultime ore possano essere davvero l'occasione per mettere un punto e iniziare a cambiare significativamente e in modo concreto le condizioni di lavoro del personale e di vita delle persone detenute, risolvendo sia i problemi strutturali, sia incrementando il numero delle figure educative interne".
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