Firenze e Pisa due delle città italiane in cui i Consorzi di bonifica fanno anche manutenzione dei corsi d'acqua

"La regione Toscana presa a modello per la manutenzione dei fiumi in ambito urbano con Firenze e Pisa che diventano esempi da seguire: sono infatti due delle città italiane in cui i Consorzi di bonifica fanno anche manutenzione dei corsi d'acqua. Per questo Anbi nazionale, complice la limitatezza delle risorse pubbliche da investire su questo fronte e la necessità di portare avanti queste attività indispensabili, ha proposto che i Consorzi di bonifica del resto d'Italia si mettano a disposizione anche per la manutenzione dei fiumi, come già accade, appunto, a Firenze, Pisa e anche a Milano". Ad annunciarlo è Massimo Gargano, direttore generale dell'Anbi, intervenuto nei giorni scorsi all'avvio dei lavori per il nuovo impianto idrovoro Cavaliera a Stellata di Bondeno, nel Ferrarese.

Per Gargano "la recente legge di bilancio approvata dal Parlamento e il contestuale obbligo di assicurazione a carico delle imprese contro gli eventi naturali certificano una verità evidente: le risorse pubbliche sono limitate; già da anni, i ristori statali non superavano il 10% dei danni miliardari subiti dai territori. Così, forti della piena coerenza dimostrata dai Consorzi di bonifica con i cronoprogrammi del Pnrr, abbiamo deciso, confortati anche da una sentenza del Consiglio di Stato, di metterci a disposizione delle Regioni per coadiuvare le indispensabili manutenzioni fluviali".

"È il valore dell'autogoverno e le positive esperienze di manutenzione dei fiumi in ambito urbano a Firenze, Milano e Pisa, che ci convincono a candidarci a ulteriori responsabilità nell'interesse collettivo, consci dell'impegno, che ci assumiamo come sistema - aggiunge Francesco Vincenzi, presidente di Anbi-. Di fronte alla crisi climatica è necessario cambiare paradigma, valorizzando la prevenzione e snellendo gli iter procedurali. Non è normale che per arrivare all'apertura del cantiere per la realizzazione della centrale idraulica Cavaliera siano stati necessari 27 anni".

Plauso di Marco Bottino presidente di Anbi Toscana, che si dice "orgoglioso di essere presi a esempio per la manutenzione del reticolo idrografico di acque pubbliche anche negli ambiti urbani, come facciamo ormai dal 2014 anche a Firenze". 
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