I giovani in Toscana si sentono inadeguati a causa dei social

"Anche in Toscana sono migliaia ogni anno i ragazzi che soffrono di ansia da social e risultano iper dipendenti dagli smartphone. È necessario lavorare quanto prima su due fronti: quello scolastico, attraverso programmi di educazione digitale, e quello familiare, sensibilizzando i genitori". A dirlo è Maria Antonietta Gulino, presidente dell'Ordine degli Psicologi della Toscana.  

"Corpi giovani, forti, belli attitudini da supereroi, limiti inesistenti - spiega in una nota -: il modello proposto dai social media, oggi, assomiglia ad una sfida costante. Quello che conta è la performance, la necessità di spingersi sempre oltre, anche a patto di fare del male agli altri o a sé stessi. La comunicazione social è rapida e attrattiva e, per questo, diventa una trappola per moltissimi giovani che soffrono perché non riescono a riprodurre quei modelli, quelle attitudini, e si sentono inadeguati".

Tra i principali effetti collaterali di questa dipendenza, quello che desta maggiore preoccupazione secondo gli psicologi è rappresentato dall'ansia che è in grado di generare. "Gli esempi pericolosi sui social per la propria salute - prosegue Gulino - determinano stati di solitudine e disagio, che spesso assume forme più acute. Intervenire con piani terapeutici tempestivi è cruciale, in questi casi. Ancora più vitale è però fare prevenzione". 
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