“So che la strada sarà lunga e difficile ma ho accettato questa sfida perché conosco Firenze, forse era destino. Sfide del genere mi trasmettono energia, non paura, allenare questa squadra era il mio desiderio”. Così Paolo Vanoli si è presentato al Viola Park come nuovo allenatore della Fiorentina, subentrando all’esonerato Pioli. Attualmente la squadra è ultima in classifica con appena 5 punti e zero vittorie nelle prime 11 giornate.
“Ai giocatori ho detto che servono tempo, sacrificio, umiltà, lucidità e lavoro – ha proseguito Vanoli, reduce dal pareggio 2-2 a Marassi contro il Genoa –. Bisogna avere l’umiltà dei forti, senza voltarci indietro ma solo guardando avanti. Di errori ne abbiamo fatti, ora dobbiamo dare qualcosa al nostro presidente e riconquistare i tifosi”.
Sul tema della preparazione fisica e del mercato, il tecnico di Varese ha chiuso: “Stimo chi mi ha preceduto e non voglio entrare in merito alla preparazione. Quanto al mercato, non è il momento di parlarne. Siamo ultimi e dobbiamo pensare solo a uscire da questa situazione, gara dopo gara, abbassando la testa e accettando le critiche. In certe piazze come Firenze serve avere spalle larghe”.
Vanoli ha firmato un contratto fino al 2026 con opzione per la stagione successiva. Secondo il nuovo direttore sportivo Roberto Goretti, “Paolo ci ha dato carta bianca perché voleva prendersi questa opportunità. Ora la priorità è risalire per poi costruire il futuro. Ci ha trasmesso una grande carica, conosce Firenze e sa che se la Curva Fiesole ti sostiene puoi fare grandi cose, se ti contesta allora si fa dura”.
Goretti sarà affiancato da Raffaele Rubino, già tesserato viola, mentre per il momento non è previsto un nuovo direttore tecnico.
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