Il passaggio di testimone alla guida tecnica della Fiorentina ha stravolto radicalmente gli equilibri tattici e le fortune personali di Joao Mario, passato dai 221 minuti di impiego sotto la gestione Grosso a una sola apparizione complessiva — i 90 minuti disputati nella sfida di Coppa Italia contro il Pisa — con l'avvento di Vanoli.
Se nella prima parte di stagione il laterale lusitano rientrava stabilmente nelle idee del precedente allenatore, che lo aveva schierato dall'inizio nei match contro Roma e Torino concedendogli minutaggio anche nella gara interna di Frosinone, l'arrivo del nuovo mister ha totalmente ribaltato il suo scenario personale. Dopo la titolarità nell'incrocio di coppa, per l'ex calciatore del Bologna si sono spalancate esclusivamente le porte della panchina, dove è rimasto seduto per tutti i novanta minuti nelle sfide contro Venezia, Napoli, Genoa e nell'ultimo impegno casalingo contro il Como.
La densità di opzioni sulla corsia di destra si è notevolmente innalzata e, al momento, l'esterno sembra essere scivolato in fondo alla lista dei desideri del tecnico. A prendersi la scena e il posto da titolare è stato Jimenez, capace di ripagare la fiducia riposta in lui grazie a prestazioni di alto livello, segnate da un impatto incisivo soprattutto nel forcing d'attacco.
A rendere ancora più emblematico il momento no del portoghese sono stati gli ultimi due turni di campionato. Sia nella trasferta di Marassi contro il Genoa sia nella gara contro i comaschi, Vanoli ha optato per l'ingresso di Dodo nei minuti conclusivi, prediligendo il brasiliano a Joao Mario. Un segnale inequivocabile su come si siano modificate le preferenze del mister, specie se si considera che soltanto un mese fa i ruoli tra i due erano esattamente invertiti.
Per l'esterno si preannuncia quindi un periodo decisamente complesso. Sbarcato nel capoluogo toscano con l'ambizione di ritagliarsi uno spazio da protagonista, si ritrova oggi costretto a inseguire ben due concorrenti per un singolo posto sul campo, data la chiara riluttanza dell'allenatore nel testarlo sulla fascia opposta.
Il riscatto passerà inevitabilmente dal lavoro quotidiano al Viola Park, con l'obiettivo di sfruttare al massimo ogni minimo scampolo di gara che gli verrà concesso. Considerato che la stagione è ancora nelle sue fasi iniziali, le gerarchie nelle rotazioni restano teoricamente modificabili, ma le difficoltà attuali rappresentano un segnale da non sottovalutare. Allo stato attuale, il giocatore in prestito dalla Juventus — per il quale la Fiorentina vanta un'opzione di acquisto definitivo fissata a 9 milioni di euro — figura senz'altro tra i profili più penalizzati dal recente avvicendamento in panchina.
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