La Corte di appello di Firenze ha completamente ribaltato una condanna del Tribunale a 4 anni 6 mesi a suo tempo inflitta per maltrattamenti a un uomo di 53 anni, un conducente di pullman che vive nella provincia di Firenze. La sentenza lo assolve in secondo grado con formula piena. Il Tribunale lo aveva condannato per maltrattamenti e per due episodi di lesioni lievi con l'aggravante della violenza assistita da parte dei figli, reato ostativo che prevede il carcere senza sospensione dell'ordine di esecuzione.
La sentenza di primo grado lo condannava anche alla sospensione della potestà genitoriale per nove anni.
Il pm in primo grado aveva chiesto l'assoluzione e anche nel processo di appello la procura generale ha chiesto alla corte di appello di assolverlo. La corte ha assolto il 53enne, difeso dagli avvocati Massimo Manca e Ferruccio Mangani, 'perché il fatto non sussiste' dall'accusa di maltrattamenti, e ha dichiarato di non doversi procedere per quella di lesioni dato che c'era stata remissione di querela già effettuata durante il processo di primo grado prima dell'escussione, dell'aver sentito in aula la parte offesa. Inoltre testimoni avevano riferito che nei litigi lui stesso avrebbe subito graffi e morsi dalla stessa donna. Oggi alla lettura della sentenza erano presenti sia l'imputato sia la moglie; nel frattempo sono tornati insieme e vivono coi bambini.
"La parte offesa - ricostruisce l'avvocato Massimo Manca - aveva già in dibattimento negato i fatti parlando di solo due-tre litigi nel momento di crisi della coppia, che all'epoca si stava separando. Quindi, a tutto voler concedere, non risultava nessuna abitualità che deve sussistere per riconoscere il reato di maltrattamenti. Ciononostante il tribunale emise una pesante condanna. Inoltre la parte offesa aveva detto a più riprese e a chiare lettere che i bambini non avevano mai assistito a nulla ma il tribunale aveva ugualmente ritenuto l'aggravante dell'art. 572 comma 2 che prevede un aumento della pena fino alla metà", in tali circostanze.
Infine, sempre il difensore Manca, "la sentenza di primo grado non cita neppure per contestarle le prove a discarico e le testimonianze favorevoli all'imputato", comunque sia "adesso la corte di appello ha posto rimedio con assoluzione con formula piena". Motivazioni fra 90 giorni.
La sentenza di primo grado lo condannava anche alla sospensione della potestà genitoriale per nove anni.
Il pm in primo grado aveva chiesto l'assoluzione e anche nel processo di appello la procura generale ha chiesto alla corte di appello di assolverlo. La corte ha assolto il 53enne, difeso dagli avvocati Massimo Manca e Ferruccio Mangani, 'perché il fatto non sussiste' dall'accusa di maltrattamenti, e ha dichiarato di non doversi procedere per quella di lesioni dato che c'era stata remissione di querela già effettuata durante il processo di primo grado prima dell'escussione, dell'aver sentito in aula la parte offesa. Inoltre testimoni avevano riferito che nei litigi lui stesso avrebbe subito graffi e morsi dalla stessa donna. Oggi alla lettura della sentenza erano presenti sia l'imputato sia la moglie; nel frattempo sono tornati insieme e vivono coi bambini.
"La parte offesa - ricostruisce l'avvocato Massimo Manca - aveva già in dibattimento negato i fatti parlando di solo due-tre litigi nel momento di crisi della coppia, che all'epoca si stava separando. Quindi, a tutto voler concedere, non risultava nessuna abitualità che deve sussistere per riconoscere il reato di maltrattamenti. Ciononostante il tribunale emise una pesante condanna. Inoltre la parte offesa aveva detto a più riprese e a chiare lettere che i bambini non avevano mai assistito a nulla ma il tribunale aveva ugualmente ritenuto l'aggravante dell'art. 572 comma 2 che prevede un aumento della pena fino alla metà", in tali circostanze.
Infine, sempre il difensore Manca, "la sentenza di primo grado non cita neppure per contestarle le prove a discarico e le testimonianze favorevoli all'imputato", comunque sia "adesso la corte di appello ha posto rimedio con assoluzione con formula piena". Motivazioni fra 90 giorni.
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