Il rogo in viale XI Agosto non ha provocato feriti, danni ipotizzati tra 2 e 3 milioni di euro e accertamenti sulle cause

Un vasto incendio è scoppiato intorno alle 2 nella notte tra giovedì e venerdì nel deposito di Autolinee Toscane in viale XI Agosto, coinvolgendo 19 autobus: 12 completamente distrutti e 7 gravemente danneggiati. A dare l’allarme è stato un addetto alle pulizie. Non ci sono stati feriti. Sul posto, accanto a un distributore, sono intervenute quattro squadre dei vigili del fuoco e quattro autobotti, con il supporto di “Efestus”: utilizzati 8.100 litri d’acqua e 500 litri di schiumogeno. Le fiamme sono state domate intorno alle 4.30, ma le operazioni sono proseguite fino alle 9, con un ulteriore intervento a metà mattina per alcuni rottami tornati a fumare.

La procura ha disposto accertamenti per chiarire le cause. Secondo l’azienda, la recinzione è intatta e le telecamere non mostrano persone entrare o uscire dall’area prima, durante o dopo l’incendio: elementi che orientano verso un guasto tecnico o l’autocombustione, senza escludere altre ipotesi. «In questo momento nessuno può escludere il dolo, riteniamo possibili tutte quante le ipotesi», ha precisato il direttore operativo Giuseppe Ferraro. At ricorda che ogni anno lo 0,7% della flotta del trasporto pubblico italiano subisce un principio d’incendio, percentuale equivalente a circa 27 possibili casi annui per l’azienda.

La quantificazione dei danni è ancora in corso, ma l’articolo ipotizza una cifra tra 2 e 3 milioni di euro, considerando che un autobus nuovo da 12 metri costa circa 300mila euro. Tutti i mezzi distrutti erano a gasolio; salvi quelli elettrici, parcheggiati altrove nel deposito. L’amministratore delegato Franco Middei ha assicurato collaborazione con l’autorità giudiziaria e ringraziato il personale. La sindaca Sara Funaro ha seguito la vicenda in contatto con At, mentre il presidente regionale Eugenio Giani e l’assessore ai Trasporti Filippo Boni, intervenuto sul posto, hanno chiesto «chiarezza, responsabilità e verità» su un «fatto gravissimo che colpisce il patrimonio pubblico». Lo scrive la Nazione. 

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies