Con il nuovo regolamento Comune–Soprintendenza cambiano le tipologie ammesse: tra divieti, materiali uniformi e strutture autorizzate, per molti esercenti si profila un investimento significativo

L’arrivo del nuovo regolamento sui dehors, frutto dell’accordo tra Comune e Soprintendenza, cambierà profondamente la mappa delle strutture ammesse nel centro storico. In 73 strade sarà possibile installare solo specifiche categorie di dehors, mentre in altre 50 il divieto sarà totale. Molti locali dovranno quindi adeguarsi, con costi che variano da poche migliaia di euro fino a oltre 100mila per le strutture più complesse.

L’esperto Daniele De Franceschi spiega che non tutte le installazioni attuali saranno compatibili con le nuove regole. Le spese dipendono dalla categoria: la più semplice, la A, richiede solo tavoli, sedie e piccoli ombrelloni; la B, con pedana e ringhiera, parte da circa 5mila euro più montaggi e manutenzione. La nuova categoria B1, che introduce pannelli in vetro o lexiglass, comporta ulteriori costi per controtelai, smontaggi stagionali e rimessaggio. La categoria C, con copertura e chiusura parziale, può toccare i 10mila euro più costi aggiuntivi, mentre la categoria D, completamente chiusa e coperta, va dai 20mila ai 100mila euro a seconda delle dimensioni e degli impianti.

In attesa del testo definitivo, la città si sta già muovendo tra preventivi e sopralluoghi, consapevole che per alcuni l’adeguamento sarà un’opportunità, ma per altri un conto decisamente oneroso. Lo scrive la Nazione. 

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