"Daniele probabilmente era arrivato alla fine di un ciclo e già alla fine della passata stagione voleva lasciare"

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Non solo Franchi, Alessandro Ferrari ha commentato anche il momento della Fiorentina. Ecco le sue parole a Repubblica Firenze: 

Parliamo di calcio e iniziamo da Pradè. «Daniele probabilmente era arrivato alla fine di un ciclo e già alla fine della passata stagione voleva lasciare».

E con Pioli cosa è successo? «Quando lo abbiamo preso eravamo tutti convinti che fosse la scelta migliore, ma qualcosa non ha funzionato. Abbiamo sbagliato tutti. Lui, i giocatori, la società».

Certo un calciatore che mette un “like” alla notizia del suo esonero non è una cosa che si vede spesso. «No, e non si dovrebbe vedere. Sono ragazzi e qualche volta fanno anche delle sciocchezze. Però non vorrei che passasse il messaggio che lo spogliatoio era contro Pioli perché non è vero. I primi a sentirsi responsabili per la nostra classifica sono proprio i giocatori».

Perché avete scelto Vanoli? «Ci è piaciuta tantissimo la convinzione di calarsi in una situazione come quella nella quale ci troviamo noi oggi con entusiasmo e determinazione. E poi ha avuto esperienze importanti, in prima persona o come vice, conosce Firenze e ha vinto qualcosa qui. Quando l’ho incontrato abbiamo avuto un colloquio di tre ore in cui ha parlato con franchezza e lucidità. Pensiamo che sia la persona giusta per affrontare questo momento».

Come si esce da questa situazione? «Ci vorrà del tempo. Il discorso della scintilla – ogni partita aspettavamo la scintilla... – alla fine ci si è ritorto contro. Per cui adesso è bene sapere che rialzarsi non sarà una cosa immediata, ma come ha detto Vanoli a Genova qualche segnale c’è già stato. Queste due settimane di sosta sono molto importanti, hanno permesso al nuovo allenatore di studiare bene tutto. È molto preciso e puntuale, in pochi giorni ha voluto sapere tantissime cose. Dal cibo a come funziona il Viola Park».

La Serie B vi fa davvero paura? Siete preoccupati?
«Dobbiamo esserlo perché la classifica oggi è quella e sarebbe sbagliato pensare diversamente».

Commisso che dice? «È il primo a soffrire di questa situazione perché come noi ci credeva tanto e ci ha dato tanto, tutto quello che gli abbiamo chiesto. Purtroppo con questi risultati non gli stiamo dando nessun motivo di soddisfazione».

Come sta il presidente? «Ha subito un’operazione e gli serve tempo per ristabilirsi al cento per cento. Conoscendolo fino a quando non sarà in forma per affrontare il viaggio e la permanenza in Italia, non verrà a Firenze. E Rocco, insieme a sua moglie Catherine, manca tanto anche a noi perché quando è stato qui è sempre stato di grande aiuto».

All’inizio della stagione si parlava di zona Champions, adesso di rischio retrocessione. Come si gestisce questo salto all’indietro? «Abbiamo fatto un mercato importante e abbiamo preso un allenatore di prestigio come Pioli, ma probabilmente abbiamo sbagliato a creare un’aspettativa così alta. Forse era meglio fare un passettino alla volta e dire “vediamo dove possiamo arrivare”. Invece dopo i primi due pareggi la situazione è precipitata e oggi dobbiamo resettare tutto, trasmettendo fiducia e positività ai giocatori e, se possibile, riportando un po’ di entusiasmo. La paura, come ha detto Vanoli, può essere anche un aspetto positivo se la sappiamo gestire. E poi dobbiamo sperare di riconquistare la città, ma questo possiamo farlo solo con i risultati».

Questo è l’anno del centenario. In campionato, a questo punto, l’obiettivo primario è rimanere in Serie A però ci sono Coppa Italia e Conference. Vincerne una non solo riporterebbe un trofeo a Firenze, ma salverebbe la stagione. «Tutto il lavoro che abbiamo fatto in estate era mirato a vincere un trofeo. Oggi, però, dobbiamo pensare soprattutto a fare bene in campionato già dalla partita con la Juve, e dopo penseremo alla Conference. Un passo alla volta, appunto».

Che idee avete per i 100 anni? «Una grande festa. Sarà coinvolto il Viola Park, poi vediamo cosa si potrà fare allo stadio. Inoltre la sindaca ha detto che potremo utilizzare anche spazi della città. È una ricorrenza unica che vogliamo celebrare nel migliore dei modi, magari con qualche sorpresa».
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