Disposti nuovi accertamenti sugli interventi di restauro, in particolare a tutela del patrimonio artistico e architettonico

Dopo le grosse polemiche scatenate dall’esito del restauro dell’ex Teatro Comunale di Corso Italia (con la costruzione dell’ormai arcinoto ‘cubo nero’) e dell’ex Convitto della Calza, la Soprintendenza ha deciso di mettere in stand-by i lavori attualmente in corso all’ex ospedale militare in San Gallo per scongiurare il rischio che un altro intervento sul patrimonio storico-architettonico fiorentino si trasformi in una polveriera.

Come riportato stamani dai quotidiani, infatti, dagli uffici di piazza Pitti è arrivato lo stop per verificare la coerenza e l’armonia dell’intervento di restauro con il complesso di via San Gallo, evitando così che le scelte architettoniche possano stridere con il contesto urbano ed estetico dell’ex ospedale militare, e, in ogni caso, imporre la realizzazione di un intervento che sia, comunque, coerente con gli edifici circostanti.

Uno stop, quindi, motivato dall’intenzione di evitare un nuovo caso ‘cubo nero’, la realizzazione, cioè, di un’opera completamente estranea al contesto urbano di via San Gallo e del cuore di Firenze.

Mentre per l’amministrazione comunale l’assessora all’Urbanistica Caterina Biti ieri in Consiglio comunale ha chiarito che lo stop alla torre non è definitivo ma, piuttosto, impone alla proprietà di non sforare l’altezza di 23 metri.

Mentre su San Gallo aumenta l’attenzione di Comune e Soprintendenza, il comitato Salviamo Firenze, che già nelle scorse settimane aveva organizzato una protesta davanti all’ex ospedale militare, invoca maggiori controlli e verifiche sul cantiere in corso.
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