Adesso inizia un mini-campionato nel quale non sono più ammessi errori

Alzi la mano chi si aspettava, o perlomeno sperava, in un ‘’tocco di bacchetta magica di Paolo Vanoli per sistemare la disastrosa situazione della Fiorentina in questa stagione. Pochi forse, empiricamente, ci speravano. Molti, romanticamente, lo hanno sognato e sperato. Invece il torpore tecnico e mentale che affligge questa squadra è così profondo da non essere stato scalfito dagli stimoli mediatici e tecnici del nuovo allenatore. La squadra sembra infatti impermeabile ad ogni tipo di stimolo, completamente non ricettiva. Vero è che da Vanoli, anche se solo dopo 3 giornate di campionato e 2 gare di Conference League, sarebbe stato lecito aspettarsi molto di più. La squadra appare disorganizzata esattamente come lo era con Pioli e nemmeno sulla fase difensiva sono stati fatti passi in avanti. Non si vede uno schema, se non il classico ‘’palla a Kean e speriamo’’, il che ha reso anche la convivenza con Piccoli tanto infruttuosa quanto inutile. Alcuni giocatori sono stati riproposti come titolari, ad esempio Sohm, o in ruoli in cui già avevano fallito. Uno su tutti Fagioli, riproposto regista come aveva provato Pioli: le sue prove, in particolare l’ultima contro l’Atalanta, sono state semplicemente disastrose, per non dire indecenti. Ed anche Gudmundsson, a proposito di impermeabilità di fronte a nuovi stimoli, è lo stesso giocatore sperso e spento di sempre. Inoltre il sistema di gioco non è stato minimamente toccato, neppure nella sua interpretazione. Dal punto di vista dei risultati bisogna anche dire che almeno in Europa fino ad ora la squadra aveva vinto, ma dopo l’addio di Pioli sono arrivate due sconfitte consecutive contro Mainz e AEK Atene (giusto precisare che contro i tedeschi in panchina c’era Galloppa come traghettatore). Verrebbe quasi da pensare che finora il cambio di allenatore sia stato non solo superfluo, ma addirittura dannoso per un gruppo già fragile e disorientato, ma senza alcuna scusante per le prestazioni pessime offerte finora nell’arco della stagione. Insomma, gli interrogativi ed i dubbi che gravitano intorno a questa squadra sono molti. Adesso però la Fiorentina dovrà dare, a se stessa e a tutto il campionato, una risposta. Il tempo è una variabile dell’equazione non più trascurabile e una vittoria non può tardare ulteriormente ad arrivare. Il fatto è che una sola vittoria non basterà. Inizierà da sabato un mini campionato nel quale sbagliare non sarà possibile. Perdere, anche solo una gara, non è un’opzione. Vincerne il più possibile, l’unica speranza per conservare, e possibilmente aumentare, le pochissime chance di salvezza ad oggi.  Si parte col Sassuolo a quota 17 punti in classifica. Domenica 14 dicembre al Franchi arriverà il Verona, ultimo con la Fiorentina e a secco di vittorie come i viola. Una settimana più tardi, sempre a Firenze, ecco l'Udinese. Il 27 dicembre i gigliati saranno impegnati a Parma. L'obiettivo è mettersi la formazione emiliana dietro in classifica il prima possibile con lo scontro post Natale che diventa un'occasione perfetta. Il 4 gennaio, infine, al Franchi ecco la Cremonese di Vardy. Nel mezzo le due sfide di Conference League contro Dinamo Kiev e Losanna anche se l'impressione avuta con l'Aek Atene è di una Fiorentina che mentalmente l'Europa l'ha già abbandonata. Sarebbe un errore: perdere aiuta a perdere e mollare non è mai una buona idea. Dopo la Cremonese ci saranno le partite contro Lazio, Milan e Bologna.

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