La sfida europea contro la Dinamo Kiev rappresenta per Vanoli molto più di un semplice impegno di coppa. Si tratta di un banco di prova fondamentale per capire quali giocatori possano ancora offrire garanzie in una stagione che finora ha deluso le aspettative. Il clima nello spogliatoio viola resta teso, e l'allenatore si trova a dover gestire una situazione complicata sia sul piano emotivo che su quello tecnico.
Le difficoltà non mancano nemmeno sul fronte degli effettivi disponibili. Gosens e Fazzini non potranno essere impiegati, mentre Fagioli ha svolto un allenamento differenziato che apre le porte a Nicolussi Caviglia. L'esterno tedesco non sembra ancora pronto per una maglia da titolare, motivo per cui il tecnico potrebbe confermare il modulo con tre difensori e due punte utilizzato nelle ultime uscite.
La scelta del 3-5-2 non nasce dalla voglia di aggrapparsi a schemi collaudati per trovare sicurezze, quanto piuttosto dal tentativo di offrire almeno una base tattica stabile a calciatori che appaiono sempre più in difficoltà. L'obiettivo di Vanoli sarà individuare chi, tra gli uomini a disposizione, possa scendere in campo con maggiore serenità mentale. Chi è rimasto ai margini nelle ultime partite potrebbe avere meno pressioni addosso e riuscire a esprimersi con più libertà.
In quest'ottica, le rotazioni per la gara europea potrebbero vedere Martinelli tra i pali dopo l'impiego a Mainz con Galloppa in panchina. In difesa potrebbe trovare spazio Viti al posto di Ranieri, finito al centro delle critiche, mentre sulle fasce Fortini potrebbe sostituire Dodò, non in condizioni ottimali. Davanti, Dzeko - reduce dall'ultima prestazione in Conference e dal confronto con i tifosi dopo Bergamo - potrebbe subentrare per far rifiatare uno tra Kean e Gudmundsson.
Più che rivoluzioni, dunque, si tratterebbe di modifiche dettate dalle circostanze. Il giovedì europeo non catalizza grande interesse, ma potrebbe rivelarsi un'occasione preziosa per scoprire nuove soluzioni, in attesa che la dirigenza chiarisca le proprie intenzioni per uscire dalla crisi.
Le difficoltà non mancano nemmeno sul fronte degli effettivi disponibili. Gosens e Fazzini non potranno essere impiegati, mentre Fagioli ha svolto un allenamento differenziato che apre le porte a Nicolussi Caviglia. L'esterno tedesco non sembra ancora pronto per una maglia da titolare, motivo per cui il tecnico potrebbe confermare il modulo con tre difensori e due punte utilizzato nelle ultime uscite.
La scelta del 3-5-2 non nasce dalla voglia di aggrapparsi a schemi collaudati per trovare sicurezze, quanto piuttosto dal tentativo di offrire almeno una base tattica stabile a calciatori che appaiono sempre più in difficoltà. L'obiettivo di Vanoli sarà individuare chi, tra gli uomini a disposizione, possa scendere in campo con maggiore serenità mentale. Chi è rimasto ai margini nelle ultime partite potrebbe avere meno pressioni addosso e riuscire a esprimersi con più libertà.
In quest'ottica, le rotazioni per la gara europea potrebbero vedere Martinelli tra i pali dopo l'impiego a Mainz con Galloppa in panchina. In difesa potrebbe trovare spazio Viti al posto di Ranieri, finito al centro delle critiche, mentre sulle fasce Fortini potrebbe sostituire Dodò, non in condizioni ottimali. Davanti, Dzeko - reduce dall'ultima prestazione in Conference e dal confronto con i tifosi dopo Bergamo - potrebbe subentrare per far rifiatare uno tra Kean e Gudmundsson.
Più che rivoluzioni, dunque, si tratterebbe di modifiche dettate dalle circostanze. Il giovedì europeo non catalizza grande interesse, ma potrebbe rivelarsi un'occasione preziosa per scoprire nuove soluzioni, in attesa che la dirigenza chiarisca le proprie intenzioni per uscire dalla crisi.
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