In testa al corteo, aperto da una banda musicale, lo striscione della Cgil Toscana con il segretario regionale Rossano Rossi e quello fiorentino Bernardo Marasco. Assieme a loro, tra gli altri, il segretario regionale del Pd, deputato Emiliano Fossi, e la sindaca di Firenze Sara Funaro.
Il corteo si sta dirigendo verso piazzale di Porta a Prato. Oltre ai simboli del sindacato, anche numerose bandiere della Palestina e della pace.
Cancellati numerosi treni a Firenze Santa Maria Novella
Ci sono molti treni cancellati alla stazione di Santa Maria Novella di Firenze in occasione dello sciopero generale indetto dalla Cgil. Diversi anche i convogli regionali soppressi o in ritardo dopo che si è conclusa la fascia mattutina di garanzia, dalle ore 6 alle ore 9.
Nel trasporto su gomma, qualche corsa è saltata per i mezzi di Autolinee Toscane - il gestore unico regionale per il trasporto pubblico locale -, con una dozzina di linee coinvolte direttamente dal corteo cittadino e per le quali sono previste deviazioni di percorso fino al termine della manifestazione.
A Firenze non ci sono criticità per il servizio della tramvia; unica interruzione all'attraversamento dei binari a Porta al Prato da parte dei manifestanti. Nelle scuole orari e ingressi ritardati in base all'adesione o meno allo sciopero da parte di docenti e personale.
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Landini: “La maggioranza del Paese non sostiene le politiche del governo”
"Credo che sia una grandissima giornata che dimostra come la maggioranza di questo paese non sostenga le politiche di questo governo".
"Non si arriva alla fine del mese, i salari sono bassi, si continua a prendere soldi dai lavoratori dipendenti e pensionati e non si vanno a prendere dove sono", ha aggiunto Landini, secondo cui "siamo di fronte a una logica folle che vede gli Stati aumentare la spesa per le armi e l'unica spesa pubblica che anche il nostro paese sta prevedendo è il riarmo", mentre invece "il lavoro deve avere diritti, basta sfruttamento: soprattutto, questa grande giornata dimostra che c'è la maggioranza di questo paese, del mondo che lavora, che chiede un cambiamento delle politiche economiche e sociali".
Per il leader della Cgil "queste piazze dimostrano che il governo non ha il consenso della maggioranza del paese e dimostra che il paese reale, vero, chiede al Parlamento e al governo dei cambiamenti veri".
“Legge di iniziativa popolare per una vera sanità pubblica”
"Lanceremo nei prossimi giorni una raccolta di firme per presentare in Parlamento una legge di iniziativa popolare per una vera sanità pubblica, saremo impegnati a bloccare col referendum una riforma che in realtà con la riforma della giustizia non c'entra nulla e continueremo a esser impegnati per aumentare il salario".
"C'è un problema di riforma fiscale, non può essere che la tassazione su lavoro dipendente e pensioni sia più alta della tassazione sui profitti e sulle rendite finanziarie".
"C'è un problema di riforma fiscale - ha proseguito Maurizio Landini - non può essere che la tassazione sul lavoro dipendente sulle pensioni sia più alta della tassazione sui profitti e sulle rendite finanziarie. Quindi la riforma fiscale è oggi un elemento centrale, e la riforma fiscale vuole anche dire introdurre quella progressività che fa pagare di più a quelli che hanno di più. Insisteremo per fare in modo che le 500.000 persone più ricche del nostro paese abbiano un contributo di solidarietà per ricavare quei soldi che sono necessari per investire su sanità pubblica, scuole, asili, politiche industriali".
Landini ha poi criticato le politiche per il riarmo messe in atto "quando abbiamo 33 mesi di crisi industriale, quando ci sono i giovani che se ne scappano dal nostro paese, quando è evidente a tutti che c'è la necessità di fare politiche di investimento che creino giustizia sociale, che creino un lavoro stabile, non precario, e soprattutto di ridare fiducia a chi non partecipa più nemmeno al voto".
“Eliminare i contratti pirata, lo chiedo a Confindustria e alle associazioni”
"Abbiamo chiesto a Confindustria e alle altre associazioni di aprire trattative vere per andare a cancellare i contratti pirata, per andare verso un'estensione delle elezioni delle Rsu e dei rappresentanti alla sicurezza in tutti i luoghi di lavoro grandi e piccoli, perché è il momento di rimettere al centro il lavoro e la giustizia sociale".
"Stabiliamo una misurazione della rappresentanza", ha aggiunto Landini, per cui "i sindacati e anche le associazioni debbono contare per quanti voti hanno e per quanti iscritti hanno. Io mi permetto di dire che se vediamo le recenti elezioni delle Rsu, il primo sindacato in Italia, il più votato è la Cgil; così anche nel settore privato. Da un certo punto di vista penso che oggi la democrazia la si difende praticandola".
“Salvini? Noi facciamo il nostro mestiere, a differenza sua”
"Noi stiamo facendo il nostro mestiere, quello che non fa Salvini", mentre "abbiamo un elenco di personaggi che prima di andare al governo erano contro l'Europa, oggi fanno l'austerità e sono quelli più filoeuropei sul riarmo e sull'austerità".
Landini ha replicato al vicepremier Matteo Salvini che ha definito "irresponsabile" bloccare il Paese con lo sciopero. "Salvini non era quello che nella campagna elettorale ha detto che avrebbero cancellato la Fornero se c'erano loro?", si è chiesto parlando coi cronisti, ricordando che "erano quelli che avrebbero cancellato le pensioni, invece ci stanno portando l'età a 70 anni. Sono quelli che dicevano che bisognava aumentare i salari, in realtà stanno solo aumentando la rendita finanziaria, la rendita immobiliare, i profitti e stanno facendo condoni su condoni".
A chi gli chiedeva se si aspettasse di vedere tutti i leader dell'opposizione del centrosinistra in piazza oggi a Firenze, il leader della Cgil ha risposto così: "Io mi aspettavo di vedere una piazza piena di lavoratori e di lavoratrici, poi i leader politici fa piacere se ci sono. Il nostro obiettivo oggi era rendere evidente che c'è una maggioranza di questo Paese, il mondo del lavoro, i pensionati, i giovani, che lo tengono in piedi, che rivendicano una vera democrazia che si fonda sul lavoro, sulla giustizia sociale e sulla solidarietà".
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