I lavori erano iniziati nel 2022, prima delle nuove restrizioni nell’area Unesco. Respinto invece il ricorso contro il regolamento comunale

Una struttura ricettiva che aveva avviato nel 2022 i lavori di accorpamento e ampliamento con un’altra unità immobiliare potrà esercitare l’attività nella nuova configurazione. Lo ha stabilito il Tar accogliendo parzialmente il ricorso presentato dalle società New Housing e Tofra contro il Comune di Firenze.

New Housing è proprietaria di un immobile in via della Condotta già utilizzato come bed and breakfast. Il 21 dicembre 2022 era stata presentata una Scia per unirlo ad alcuni locali confinanti con ingresso in piazza dei Cerchi. Terminati i lavori il 30 maggio 2025, la società aveva poi presentato al Suap una nuova segnalazione per avviare nell’intera unità una residenza d’epoca, soluzione suggerita dagli stessi uffici comunali per la presenza di un vincolo sul secondo immobile.

Il Comune aveva dichiarato irricevibile la richiesta perché ritenuta in contrasto con le nuove norme urbanistiche, efficaci dal 6 giugno 2025. Secondo Palazzo Vecchio, prima di quella data nei locali aggiunti non era mai stata esercitata alcuna attività extralberghiera.

Il Tar ha invece stabilito che, ai fini urbanistici, l’insediamento della struttura risaliva alla Scia edilizia del dicembre 2022 e non all’effettivo avvio dell’attività. Il Comune avrebbe quindi erroneamente considerato l’ampliamento come un nuovo insediamento. I giudici hanno tuttavia respinto la parte del ricorso diretta a contestare il nuovo regolamento comunale sulle locazioni turistiche brevi. Lo scrive la Nazione.

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