I lavoratori della Città metropolitana di Firenze hanno percepito i 1.000 euro netti previsti dal welfare aziendale, destinati al rimborso delle utenze domestiche: è quanto si legge in una nota dell'ente e della Cgil. Secondo la Cgil Funzione Pubblica si tratta di "un risultato importante, frutto dell'accordo sindacale siglato ad agosto, che dimostra in modo concreto come, quando c'è la volontà politica e amministrativa, sia possibile valorizzare realmente il personale degli enti locali".
L'intesa "rappresenta un esempio virtuoso: dimostra che la buona contrattazione, unita a una gestione equilibrata della spesa del personale e delle politiche assunzionali, può garantire risposte efficaci alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori, senza compromettere la sostenibilità dei bilanci. In un momento in cui il rinnovo del Ccnl Funzioni Locali continua a non offrire una valorizzazione economica e professionale adeguata, né coerente con l'impegno quotidiano di chi garantisce servizi fondamentali ai cittadini, la scelta fatta dalla Città Metropolitana di Firenze indica chiaramente che un'altra strada è possibile".
Come Fp Cgil "continueremo a lavorare affinché questo modello diventi la norma e non l'eccezione, perché la qualità dei servizi ai cittadini passa, inevitabilmente, dalla qualità del lavoro di chi li garantisce ogni giorno".
L'intesa "rappresenta un esempio virtuoso: dimostra che la buona contrattazione, unita a una gestione equilibrata della spesa del personale e delle politiche assunzionali, può garantire risposte efficaci alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori, senza compromettere la sostenibilità dei bilanci. In un momento in cui il rinnovo del Ccnl Funzioni Locali continua a non offrire una valorizzazione economica e professionale adeguata, né coerente con l'impegno quotidiano di chi garantisce servizi fondamentali ai cittadini, la scelta fatta dalla Città Metropolitana di Firenze indica chiaramente che un'altra strada è possibile".
Come Fp Cgil "continueremo a lavorare affinché questo modello diventi la norma e non l'eccezione, perché la qualità dei servizi ai cittadini passa, inevitabilmente, dalla qualità del lavoro di chi li garantisce ogni giorno".
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