Come scrive stamani La Nazione, nel corso della Conferenza nazionale dell’export e dell’internalizzazione delle imprese, aperta a Milano, il vicepremier Antonio Tajani ha dato una notizia rilevante anche, e soprattutto, per la città di Firenze: nelle intenzioni del Governo, infatti, ci sarebbe il rilancio dell’ex Istituto agronomico per l’oltremare, aperto nel 1904 quando l’Italia era proiettata verso l’espansione coloniale.
Negli spazi dell’ex istituto, spiega il quotidiano, nascerebbe un nuovo polo dedicato alla piena internazionalizzazione delle imprese italiane, un nuovo spazio per rafforzarne la capacità di stare sul mercato estero, specialmente con i paesi del Piano Mattei varato dal governo Meloni.
Nelle intenzioni del Governo, quindi, il recupero degli spazi dell’ex Agronomico avrebbe una funzione prettamente economica-imprenditoriale, aiutando le imprese italiane a rafforzare la loro capacità e competitività sul mercato estero, anche attraverso l’attrazione di lavoratori stranieri qualificati.
Grande soddisfazione è stata espressa dallo spettro politico di centrodestra, specialmente toscano e fiorentino, che nel progetto di rilancio voluto dal Governo vede, da una parte, un’occasione unica per il recupero di un’area della città, e dall’altra uno strumento concreto di sostegno alle imprese da parte dell’esecutivo.Soddisfatto per il progetto di rilancio anche Valdo Spini, presidente del Circolo Fratelli Rosselli: "L'annuncio del Ministro degli Esteri Tajani che il complesso storico dell'Istituto Agronomico d'Oltremare di Firenze, verrà recuperato per ospitare un Centro di eccellenza italiano per la formazione multidisciplinare, con l'obiettivo di sostenere l'internazionalizzazione delle imprese e rafforzare la cooperazione allo sviluppo, va considerato positivamente".
"Fermo restando la necessità di esaminare il progetto nei suoi contenuti concreti - prosegue Spini -, la prospettiva di recuperare una struttura del genere oggi del tutto abbandonata è senz'altro positiva. E' doveroso ricordare che due anni addietro questo recupero era stato auspicato dal Presidente dell'Accademia dei Georgofili, Massimo Vincenzini. Vedo che nel testo ministeriale si fa riferimento anche al Piano Mattei" aggiunge l'ex ministro.
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