Le parole del nuovo dirigente viola

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Fabio Paratici è pronto a prendere le redini della Fiorentina. Il nuovo direttore sportivo si è presentato oggi al Viola Park.

“La Fiorentina merita altri livelli, non quelli su cui siamo adesso. Ora dobbiamo affrontare la realtà e dobbiamo accettare che nei prossimi mesi dovremo mettere la testa nel carrarmato e salvarci. Non risolveremo la situazione con pochi risultati positivi o qualche punto in più. Da qui al 24 maggio dovremo essere concentrati, cattivi e determinati per uscire da questa situazione. Poi penseremo al resto” ha detto.

In viola il nuovo direttore sportivo porta un bagaglio di esperienze e conoscenze importanti: “Ogni club ha il suo DNA e va rispettato. Sono una persona totalitaria, lavoro venti ore al giorno pensando al calcio. Ho iniziato con la Sampdoria – ha detto – e le mie esperienze mi hanno portato a credere in un metodo di lavoro preciso, essere cioè determinati, organizzati, seri e leali, che è la base per lavorare bene”.

Rispondendo alle domande, Paratici si è soffermato anche sull’approdo a Firenze: una decisione maturata quando la squadra aveva sei punti in classifica, e che il nuovo dirigente ha rivendicato come scelta ragionata e decisa, motivata anche dalla proprietà seria, infrastrutture di altissimo livello, un gruppo unito e una città che merita di essere valorizzata.

Proprio sulla situazione in classifica Paratici ha sottolineato che servirà tempo per rimettere le cose a posto.

Sul mercato appena terminato, Paratici non si è sbilanciato: “Quando non si è all’interno di un club ho imparato che non si deve chiacchierare troppo. Non ero qui, ognuno dei dirigenti che opera fa il massimo che può, è chiaro che a posteriori si danno le valutazioni, ma in quel frangente tutti i dirigenti pensano a quale sia la scelta migliore da fare. Nessuno contestualizza il momento in cui una decisione viene presa”.

Su Vanoli: “So come allena e che tipo di allenatore è, è molto energico e preparato, che ha cura dei dettagli. Lo stimo molto”.

Sul suo arrivo alla Fiorentina: 'Non ho chiesto certezza su investimenti o su cosa fare, non è il mio modo di lavorare. Io chiedo autonomia operativa per quanto riguarda prendere decisioni sulle persone che lavoreranno nell'area sportiva - che vuol dire valutarle, non cambiarle - Non ho chiesto certezze sul futuro. Ho solo voluto avere autonomia nelle mie scelte per valutare cosa c'è di buono nella Fiorentina".

Su Kean: "L'ho visto entrare alla Juventus a dieci anni e partire a ventuno, ho detto spesso che si tratta dell'attaccante italiano più forte che c'è, è uno da venti gol a campionato a prescindere dalla suqadra in cui si trova, tant'è che è il centravanti della Nazionale. Noi dobbiamo metterlo nelle condizioni di rendere al meglio, lui come il resto della squadra e della società. Questo è l'obiettivo da raggiungere".

Una parola il nuovo direttore sportivo l'ha voluta dedicare al Viola Park, una struttura all'avanguardia: "Quello di Tottenham è il migliore del mondo, ma non so se sia meglio di questo" ha commentato.

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