Altro che semplice rotazione: per la sfida di Conference League contro lo Jagiellonia sarà una Fiorentina profondamente diversa. La priorità, infatti, resta il campionato e la gara di lunedì al Franchi contro il Pisa. Sono trascorsi due mesi dalla pesante sconfitta di Losanna e, rispetto a quella formazione schierata da Vanoli, il volto della squadra è cambiato radicalmente: otto degli undici titolari di allora non fanno più parte del gruppo, da Martinelli a Pablo Marì, passando per Viti, Dzeko e Kouame, oltre all’intero centrocampo composto da Sohm, Richardson e Nicolussi Caviglia.
In Polonia non si vedranno neppure molti dei protagonisti dell’ultima vittoria di Como. In difesa torneranno Comuzzo al centro e Gosens sulla corsia sinistra, mentre a destra potrebbe esserci spazio ancora per Fortini. Anche in mezzo al campo si preannunciano novità, con Ndour e Fabbian pronti dal primo minuto. Mandragora, squalificato in Serie A, dovrebbe invece essere confermato. Davanti, Fazzini è candidato a partire titolare probabilmente da esterno offensivo, con Piccoli riferimento centrale.
Una squadra diversa rispetto a quella che si vede abitualmente in campionato, ma comunque attrezzata per restare in corsa. L’obiettivo è lasciare aperto il discorso qualificazione in vista del ritorno al Franchi, fissato per giovedì 26 febbraio alle 18.45. Passare il turno è importante, ma senza compromettere la corsa alla salvezza: prima consolidare la posizione in Serie A, poi il resto.
Il gelo di Bialystok farà da cornice a una gara in cui anche lo Jagiellonia sembra avere più di un pensiero rivolto al campionato. La formazione polacca guida la classifica con tre punti di vantaggio e una partita da recuperare; domenica l’attende la sfida contro il Radomiak. È probabile che anche il tecnico Siemieniec faccia le sue valutazioni. Per i tifosi giallorossi è già una figura simbolo, avendo conquistato il primo titolo nazionale nella storia ultracentenaria del club.
In Europa, lo Jagiellonia si è costruito uno spazio importante superando la League Phase con nove punti: successi contro Hamrun e Kups, pareggi con Strasburgo, Shkendija e AZ, e una sola sconfitta contro il Rayo Vallecano. Il fortino è lo Stadio Municipale di Bialystok, oltre 22mila posti, inaugurato negli anni Settanta e ristrutturato nel 2014, spesso esaurito e animato da coreografie spettacolari.
Dal punto di vista tattico, la squadra di Siemieniec è riconoscibile pur con qualche variazione sul tema: il sistema di riferimento resta vicino al 4-3-3. Per l’andata mancherà il bomber Pululu, che rientrerà per la sfida di ritorno, ma l’uomo da tenere d’occhio è Jesús Imaz, mente e trascinatore della squadra, protagonista di una stagione eccellente con 14 reti e 10 assist. Gruppo giovane e ambizioso, anche se a gennaio ha salutato uno dei talenti più promettenti del vivaio polacco, l’esterno mancino Oskar Pietuszewski, classe 2008, ceduto al Porto di Farioli per circa 10 milioni di euro.
In Polonia non si vedranno neppure molti dei protagonisti dell’ultima vittoria di Como. In difesa torneranno Comuzzo al centro e Gosens sulla corsia sinistra, mentre a destra potrebbe esserci spazio ancora per Fortini. Anche in mezzo al campo si preannunciano novità, con Ndour e Fabbian pronti dal primo minuto. Mandragora, squalificato in Serie A, dovrebbe invece essere confermato. Davanti, Fazzini è candidato a partire titolare probabilmente da esterno offensivo, con Piccoli riferimento centrale.
Una squadra diversa rispetto a quella che si vede abitualmente in campionato, ma comunque attrezzata per restare in corsa. L’obiettivo è lasciare aperto il discorso qualificazione in vista del ritorno al Franchi, fissato per giovedì 26 febbraio alle 18.45. Passare il turno è importante, ma senza compromettere la corsa alla salvezza: prima consolidare la posizione in Serie A, poi il resto.
Il gelo di Bialystok farà da cornice a una gara in cui anche lo Jagiellonia sembra avere più di un pensiero rivolto al campionato. La formazione polacca guida la classifica con tre punti di vantaggio e una partita da recuperare; domenica l’attende la sfida contro il Radomiak. È probabile che anche il tecnico Siemieniec faccia le sue valutazioni. Per i tifosi giallorossi è già una figura simbolo, avendo conquistato il primo titolo nazionale nella storia ultracentenaria del club.
In Europa, lo Jagiellonia si è costruito uno spazio importante superando la League Phase con nove punti: successi contro Hamrun e Kups, pareggi con Strasburgo, Shkendija e AZ, e una sola sconfitta contro il Rayo Vallecano. Il fortino è lo Stadio Municipale di Bialystok, oltre 22mila posti, inaugurato negli anni Settanta e ristrutturato nel 2014, spesso esaurito e animato da coreografie spettacolari.
Dal punto di vista tattico, la squadra di Siemieniec è riconoscibile pur con qualche variazione sul tema: il sistema di riferimento resta vicino al 4-3-3. Per l’andata mancherà il bomber Pululu, che rientrerà per la sfida di ritorno, ma l’uomo da tenere d’occhio è Jesús Imaz, mente e trascinatore della squadra, protagonista di una stagione eccellente con 14 reti e 10 assist. Gruppo giovane e ambizioso, anche se a gennaio ha salutato uno dei talenti più promettenti del vivaio polacco, l’esterno mancino Oskar Pietuszewski, classe 2008, ceduto al Porto di Farioli per circa 10 milioni di euro.
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