11:51 - "Abbiamo sentito esplosioni fortissime stanotte, verso le 2 ora di Doha, c'erano missili e droni in volo. Una esplosione ha fatto tremare il vetro della camera dell'albergo dove ci hanno messo. Prima hanno colpito verso le basi qua vicine coi missili, poi sono arrivati i droni, dopo, in pratica siamo in una zona di guerra". Lo raccontano due turisti italiani bloccati da sabato a Doha, Claudia Gaeta e Lorenzo Santolini di Firenze, una coppia di fidanzati, rispetto all'attacco della notte scorsa di cui hanno dato conto le autorità del Qatar. Da sabato sono stati bloccati all'aeroporto di Doha mentre il loro volo faceva scalo tecnico di ritorno dall'India.
"Non so se a Firenze state capendo, ma abbiamo missili sopra il capo dalla mattina alla sera, i bombardamenti anche ieri li abbiamo avvistati dalle finestre - spiega la ragazza - Cadono frammenti casualmente. Siamo in strutture deputate al turismo, non di sicurezza, siamo in pericolo e non possiamo ripartire, non sappiamo che cosa faremo nelle prossime ore". "La base americana si trova a 10 chilometri da qui, basta sbagliare di poco la gittata e salta tutto - proseguono -. E' una guerra che si sta combattendo in aria, ripeto, i frammenti quando esplodono vanno in maniera casuale e noi non siamo riparati in strutture idonee".
C'è molta inquietudine fra le migliaia di turisti ancora da evacuare. "Si sentono rumori strani tutto il giorno - concludono - Le strade sono deserte. Nessuno sa nulla", "stanno bombardando zone limitrofe agli aeroporti e non sappiamo come ripartire", "non abbiamo confronti con nessuno, è già una settimana che sta andando avanti questa situazione, aiutateci a tornare a casa".
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Appello alle autorità italiane - Farnesina e ambasciata in Qatar - di una coppia di giovani fidanzati di Firenze, Claudia Gaeta e Lorenzo Santolini, per una rapida evacuazione da Doha dove sono bloccati a causa delle operazioni belliche in Iran e della reazione di Teheran contro i Paesi arabi. L'aereo che li riportava da un viaggio in India non è ripartito dopo aver fatto lo scalo programmato nell'aeroporto qatarino. "Siamo in hotel. Non possiamo uscire, siamo barricati, non abbiamo contatti con le autorità italiane anche se siamo iscritti a Viaggiare sicuri - dicono -. Solo oggi abbiamo potuto compilare un modulo dell'ambasciata. Ma da giorni non abbiamo sentito nessuna autorità italiana. Siamo come abbandonati al nostro destino". Insieme a migliaia di viaggiatori, anche loro sono stati dislocati in alberghi costruiti nella zona sorta coi Mondiali di Calcio del 2022.
"Appena atterrati ci è arrivato un alert, in arabo, sulle prime pensavamo fosse una prova, un test, invece le autorità del Qatar ci stavano avvisando del pericolo, che c'erano combattimenti", racconta Claudia e ancora "stamani abbiamo sentito tre bombardamenti in lontananza, c'è una base militare a 16 km". "Abbiamo molta paura a stare qui e a Firenze i nostri familiari sono in forte apprensione - continua la coppia -. Il nostro timore è che la struttura dove ci troviamo venga colpita dai frammenti delle esplosioni, può succedere. E questo non è un bunker, è un albergo a cinque stelle dove ci hanno dato una camera all'ottavo piano: se venisse colpito è pericoloso starci".
"Avremmo dovuto essere già in Italia il 28 febbraio e oggi al lavoro a Firenze - racconta ancora Claudia -. Io sono una libera professionista ma il mio fidanzato deve consumare le ferie. Di fatto oggi per lui è mancato rientro sul lavoro, è dipendente nel gruppo Ferrovie dello Stato. Fino alla prossima domenica ha preso le ferie ma poi? Come possiamo andare via se i cieli sono occupati dagli aerei da guerra e dai missili? Qualcuno deve aiutarci". "La prima notte abbiamo dormito in aeroporto sulla moquette, c'erano anche viaggiatori disabili - aggiungono -. Poi ieri l'altro ci hanno evacuati in un albergo a 20 minuti. Stasera verso le 19-20 la Qatar Airways ha mandato due emissari che ci hanno annunciato la riconsegna dei bagagli per domani mattina. Cosa significa? Ci hanno dato due voucher e hanno salutato".
"Non so se a Firenze state capendo, ma abbiamo missili sopra il capo dalla mattina alla sera, i bombardamenti anche ieri li abbiamo avvistati dalle finestre - spiega la ragazza - Cadono frammenti casualmente. Siamo in strutture deputate al turismo, non di sicurezza, siamo in pericolo e non possiamo ripartire, non sappiamo che cosa faremo nelle prossime ore". "La base americana si trova a 10 chilometri da qui, basta sbagliare di poco la gittata e salta tutto - proseguono -. E' una guerra che si sta combattendo in aria, ripeto, i frammenti quando esplodono vanno in maniera casuale e noi non siamo riparati in strutture idonee".
C'è molta inquietudine fra le migliaia di turisti ancora da evacuare. "Si sentono rumori strani tutto il giorno - concludono - Le strade sono deserte. Nessuno sa nulla", "stanno bombardando zone limitrofe agli aeroporti e non sappiamo come ripartire", "non abbiamo confronti con nessuno, è già una settimana che sta andando avanti questa situazione, aiutateci a tornare a casa".
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Appello alle autorità italiane - Farnesina e ambasciata in Qatar - di una coppia di giovani fidanzati di Firenze, Claudia Gaeta e Lorenzo Santolini, per una rapida evacuazione da Doha dove sono bloccati a causa delle operazioni belliche in Iran e della reazione di Teheran contro i Paesi arabi. L'aereo che li riportava da un viaggio in India non è ripartito dopo aver fatto lo scalo programmato nell'aeroporto qatarino. "Siamo in hotel. Non possiamo uscire, siamo barricati, non abbiamo contatti con le autorità italiane anche se siamo iscritti a Viaggiare sicuri - dicono -. Solo oggi abbiamo potuto compilare un modulo dell'ambasciata. Ma da giorni non abbiamo sentito nessuna autorità italiana. Siamo come abbandonati al nostro destino". Insieme a migliaia di viaggiatori, anche loro sono stati dislocati in alberghi costruiti nella zona sorta coi Mondiali di Calcio del 2022.
"Appena atterrati ci è arrivato un alert, in arabo, sulle prime pensavamo fosse una prova, un test, invece le autorità del Qatar ci stavano avvisando del pericolo, che c'erano combattimenti", racconta Claudia e ancora "stamani abbiamo sentito tre bombardamenti in lontananza, c'è una base militare a 16 km". "Abbiamo molta paura a stare qui e a Firenze i nostri familiari sono in forte apprensione - continua la coppia -. Il nostro timore è che la struttura dove ci troviamo venga colpita dai frammenti delle esplosioni, può succedere. E questo non è un bunker, è un albergo a cinque stelle dove ci hanno dato una camera all'ottavo piano: se venisse colpito è pericoloso starci".
"Avremmo dovuto essere già in Italia il 28 febbraio e oggi al lavoro a Firenze - racconta ancora Claudia -. Io sono una libera professionista ma il mio fidanzato deve consumare le ferie. Di fatto oggi per lui è mancato rientro sul lavoro, è dipendente nel gruppo Ferrovie dello Stato. Fino alla prossima domenica ha preso le ferie ma poi? Come possiamo andare via se i cieli sono occupati dagli aerei da guerra e dai missili? Qualcuno deve aiutarci". "La prima notte abbiamo dormito in aeroporto sulla moquette, c'erano anche viaggiatori disabili - aggiungono -. Poi ieri l'altro ci hanno evacuati in un albergo a 20 minuti. Stasera verso le 19-20 la Qatar Airways ha mandato due emissari che ci hanno annunciato la riconsegna dei bagagli per domani mattina. Cosa significa? Ci hanno dato due voucher e hanno salutato".
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