Una discussione sull’obbligo della mascherina degenerata in un’aggressione è costata a un cliente di una farmacia fiorentina una condanna civile al pagamento di 5.213 euro di risarcimento e 3.553,90 euro di spese legali. L’episodio risale al novembre 2021, durante l’emergenza Covid, in un esercizio di Campo di Marte.
L’uomo era entrato per ritirare il risultato di un tampone, mantenendo la mascherina abbassata nonostante i richiami. Dopo aver ricevuto l’esito negativo, aveva chiesto di parlare con il titolare, contestando le misure anti-contagio e alzando la voce. Secondo la ricostruzione accolta dalla giudice Micaela Picone, la moglie del titolare, anche lei farmacista, era intervenuta per calmarlo e accompagnarlo all’uscita. Dopo un leggero tocco sul braccio, il cliente l’aveva spinta con forza contro una colonna e un espositore, provocandole due fratture costali.
Le testimonianze hanno confermato la dinamica, mentre la versione dell’uomo, che negava la spinta e sosteneva di essere stato aggredito dal titolare, è rimasta senza prove. La sentenza richiama anche una condanna penale di primo grado per lesioni personali, pronunciata nel dicembre 2025. La consulenza medico-legale ha accertato 46 giorni di inabilità temporanea e postumi permanenti del 2%. Lo scrive la Nazione.
L’uomo era entrato per ritirare il risultato di un tampone, mantenendo la mascherina abbassata nonostante i richiami. Dopo aver ricevuto l’esito negativo, aveva chiesto di parlare con il titolare, contestando le misure anti-contagio e alzando la voce. Secondo la ricostruzione accolta dalla giudice Micaela Picone, la moglie del titolare, anche lei farmacista, era intervenuta per calmarlo e accompagnarlo all’uscita. Dopo un leggero tocco sul braccio, il cliente l’aveva spinta con forza contro una colonna e un espositore, provocandole due fratture costali.
Le testimonianze hanno confermato la dinamica, mentre la versione dell’uomo, che negava la spinta e sosteneva di essere stato aggredito dal titolare, è rimasta senza prove. La sentenza richiama anche una condanna penale di primo grado per lesioni personali, pronunciata nel dicembre 2025. La consulenza medico-legale ha accertato 46 giorni di inabilità temporanea e postumi permanenti del 2%. Lo scrive la Nazione.
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