Un restaurant manager fiorentino contestava l’obbligo di lavorare quel giorno. L’azienda non ha presentato documenti che lo dimostrassero

Licenziato per non essersi presentato al lavoro una domenica, ha ottenuto dal Tribunale di Firenze il riconoscimento dell’illegittimità del provvedimento. Protagonista un restaurant manager fiorentino di 31 anni, assunto a tempo indeterminato nel febbraio 2023 in un locale del centro. La società dovrà corrispondergli un’indennità pari a sei mensilità, oltre a interessi legali e rivalutazione monetaria.

La contestazione riguardava l’assenza del 16 febbraio 2025. Il dipendente aveva spiegato che quella domenica non rientrava nelle giornate lavorative previste dal contratto, ma l’azienda aveva respinto le giustificazioni, licenziandolo l’11 marzo. Nel giudizio la società non si è costituita e non ha prodotto contratto, turni o altri documenti capaci di dimostrare l’obbligo di presentarsi al lavoro. «C’è soddisfazione per la decisione del giudice, è stato tutelato un diritto del lavoratore», commenta l’avvocato Daniele Santucci, che ha assistito il dipendente.

Il giudice ha considerato anche il racconto del lavoratore secondo cui, al rientro da una precedente malattia, gli sarebbe stato comunicato che il suo ruolo era già stato assegnato a un’altra persona. Un possibile indizio, senza però accertare che la sostituzione fosse la vera ragione del licenziamento. La sentenza del 12 ottobre 2026 ha riconosciuto l’indennità, senza reintegrazione, considerate le dimensioni dell’azienda, con non più di quindici dipendenti. Lo scrive la Nazione. 
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