La priorità resta il campionato. E soprattutto la trasferta di Cremona. Però, dopo le ultime settimane complicate, alla Fiorentina serviva qualcosa per cambiare aria. Un segnale, anche piccolo, per uscire dalla spirale negativa che aveva accompagnato le gare con Udinese, Parma e le contestazioni del Franchi. La vittoria europea contro il Rakow arriva esattamente con questo valore: non tanto per il peso del risultato in sé, quanto per l’effetto sul morale di squadra e ambiente.
Perché i viola avevano bisogno di tornare a vincere. Di sentirsi di nuovo squadra, di chiudere una serata con un sorriso e non con i dubbi che avevano accompagnato le ultime uscite. In questo senso la Conference League si conferma ancora una volta una sorta di rifugio stagionale: la competizione dove la Fiorentina riesce spesso a respirare quando il campionato diventa più pesante.
La gara contro i polacchi era anche l’inizio di una settimana particolarmente delicata: tre partite in sette giorni e, soprattutto, uno scontro diretto che può dire moltissimo sulla corsa salvezza. Per questo Paolo Vanoli ha scelto una via di mezzo tra rotazioni e affidabilità. Qualche cambio nell’undici iniziale per gestire le energie, ma senza rivoluzionare la squadra e senza dare l’impressione di considerare l’impegno europeo come secondario.
La Fiorentina è scesa in campo con l’obiettivo di fare il suo dovere e allo stesso tempo non spremere troppo i titolari in vista della sfida con la Cremonese. Una gestione che racconta bene il momento della stagione: l’Europa resta importante, ma è il campionato a pesare davvero sulle prospettive dei viola.
Se da un lato la vittoria permette di guardare con maggiore fiducia al ritorno europeo della prossima settimana, dall’altro il dato più significativo riguarda la tenuta mentale della squadra. In un periodo in cui ogni episodio rischiava di trasformarsi in un problema, riuscire a portare a casa una partita complicata può aiutare a ritrovare fiducia.
Anche perché i problemi che hanno accompagnato la Fiorentina negli ultimi mesi non sono scomparsi all’improvviso. La squadra continua a mostrare difficoltà quando si tratta di trasformare il possesso e il gioco costruito in occasioni realmente pericolose. Una mancanza di incisività offensiva che si trascina da tempo e che resta uno dei nodi principali della stagione.
Il successo europeo, però, offre almeno una pausa nel clima pesante che si respirava attorno alla squadra. Al Franchi si è vista una risposta diversa anche dagli spalti: dopo i fischi e la contestazione delle scorse partite, la serata si è chiusa con applausi e incoraggiamenti. Un segnale piccolo, ma comunque significativo in un momento così delicato.
Adesso però la Fiorentina deve voltare subito pagina. La Conference può aspettare. Il calendario porta i viola direttamente verso la partita più pesante di questo periodo: lo scontro diretto con la Cremonese. Una gara che pesa tantissimo nella corsa alla salvezza e che potrebbe rappresentare uno spartiacque nel finale di stagione. Vincere significherebbe fare un passo enorme verso la tranquillità. Sbagliare, invece, riaprirebbe scenari molto più complicati.
La vittoria europea, almeno, permette alla Fiorentina di arrivare a quell’appuntamento con uno stato d’animo diverso. Non con la pressione accumulata dopo un’altra delusione, ma con la sensazione di aver ritrovato un minimo di fiducia. Non è la soluzione di tutti i problemi. Ma in questo momento, per i viola, è già qualcosa.
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