De Gea, Dodo, Pongracic e Fagioli: la spina dorsale viola che non si ferma mai

In una stagione tutt’altro che lineare, tra cambi in panchina e momenti di difficoltà, la Fiorentina ha trovato almeno una certezza: un gruppo ristretto di giocatori su cui costruire tutto. Non è un caso che i viola siano tra le poche squadre di Serie A a vantare quattro calciatori con oltre 2.000 minuti giocati in campionato. Un dato che racconta molto più di quanto sembri.

I protagonisti di questa speciale classifica sono David De Gea, Dodo, Marin Pongracic e Nicolò Fagioli. Quattro giocatori diversi per ruolo e caratteristiche, ma accomunati da una cosa: la continuità. In un’annata in cui la Fiorentina ha spesso faticato a trovare equilibrio, loro sono stati i veri punti fermi.

Il simbolo di questa affidabilità è senza dubbio De Gea. Il portiere spagnolo ha giocato ogni singolo minuto del campionato, arrivando a quota 2.700. Un dato impressionante, condiviso solo con pochi altri estremi difensori della Serie A. Ma al di là dei numeri, ciò che colpisce è la sua capacità di trasmettere sicurezza a tutta la squadra. In un contesto spesso instabile, avere un portiere così continuo è stato fondamentale.

Subito dietro c’è Dodo, uno dei giocatori più utilizzati dell’intero campionato. Con oltre 2.500 minuti, il brasiliano è diventato un vero e proprio motorino inesauribile sulla fascia destra. Spinge, difende, corre senza sosta. Ha saltato solo una partita per squalifica, segno di una presenza costante e di una condizione fisica sempre al top. Prima Pioli e poi Vanoli non hanno mai rinunciato a lui.

In difesa, il nome di riferimento è quello di Pongracic. Il centrale croato ha superato i 2.400 minuti, risultando il più continuo tra i difensori viola. In un reparto dove le rotazioni non sono mancate, è stato lui a garantire stabilità. Al suo fianco si sono alternati diversi compagni, ma la sua presenza è rimasta una costante. Un punto di riferimento silenzioso, ma fondamentale.

E poi c’è Fagioli, forse il caso più interessante. Il centrocampista ha superato i 2.000 minuti soprattutto grazie alla gestione di Vanoli. Con il cambio in panchina, il suo ruolo è cresciuto progressivamente: più spazio, più responsabilità, più fiducia. Il risultato è un giocatore che oggi è diventato centrale nel sistema viola, sia per qualità che per presenza in campo.

Il filo conduttore di tutto questo è proprio Vanoli. Il tecnico ha avuto il merito di dare una struttura più definita alla squadra, puntando su un undici tipo e riducendo i continui cambi. Una scelta che ha portato a maggiore continuità, anche nei risultati.

Non solo: questi quattro giocatori sono anche quelli con più minuti complessivi considerando tutte le competizioni. Un segnale chiaro di quanto siano indispensabili negli equilibri della squadra.

In definitiva, mentre la Fiorentina cerca ancora la sua identità definitiva, una base solida esiste già. Ed è quella formata da quattro giocatori che, partita dopo partita, non escono mai dal campo. I veri insostituibili della Viola.

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