La risalita della Fiorentina passa anche dalle intuizioni tattiche e dall’adattabilità dei suoi giocatori. Tra questi, uno dei più rappresentativi è sicuramente Fabiano Parisi, protagonista di una trasformazione che lo ha visto passare da terzino sinistro ad ala destra, diventando una risorsa preziosa nello scacchiere di Paolo Vanoli.
“Non c’è un meglio. Sono sette-otto anni che gioco terzino sinistro e quello è il mio ruolo preferito, però amo tantissimo anche fare l’esterno a destra perché ho più compiti offensivi”, racconta Parisi, sottolineando come il cambio di posizione abbia arricchito il suo bagaglio tecnico e tattico. “L’importante però è sempre mettersi a disposizione della squadra”.
La svolta nasce da un’intuizione dell’allenatore e da un contesto di emergenza: “Mi chiamò negli spogliatoi e mi disse ‘so che hai fatto anche il quinto di destra… e io vorrei farti giocare alto a destra’”. Una scelta che si è rivelata vincente e che ha contribuito alla crescita della squadra.
Per il giocatore, il merito è anche del tecnico: “Lo ringrazierò per l’opportunità e la fiducia. In una fase di crescita della mia carriera mi serviva un allenatore come lui”. E aggiunge: “Mi ha aiutato e mi sta aiutando tantissimo, il resto lo fa il mio motto di vita: non mollare mai e provare ad essere sempre all’altezza quando sei chiamato in causa”.
La stagione della Fiorentina ha vissuto momenti complessi, ma anche passaggi decisivi: “A livello mentale è molto difficile modificare e stravolgere in corsa gli obiettivi”, ricorda Parisi parlando del periodo in cui la squadra era in fondo alla classifica. “C’erano tantissime partite e la strada era ancora lunga: con tanto impegno e tanto lavoro ci stiamo tirando fuori”.
La svolta, secondo il difensore, è arrivata con alcune partite chiave e con il cambio di sistema di gioco: “Quella è stata la partita della svolta”, dice riferendosi al netto successo contro l’Udinese. E aggiunge: “Il cambio di sistema di gioco è stata una chiave… la stagione è cambiata lì”.
Fondamentale anche il contributo dei compagni: “Lui ha contribuito tantissimo alla nostra crescita”, dice riferendosi a Nicolò Fagioli, “perché ha qualità e nei momenti di difficoltà sono i calciatori come lui che possono fare la differenza”.
Gli obiettivi della squadra restano chiari: “La salvezza è l’obiettivo da raggiungere senza se e senza ma”, ribadisce Parisi, senza dimenticare l’impegno nelle altre competizioni: “La Conference è competizione europea, va onorata cercando di andare avanti il più possibile”.
Intanto, il legame con Firenze si rafforza sempre di più: “Fin dal primo giorno sono felice di essere in un club così importante, di far parte di questa famiglia”. E sul futuro: “Ho rinnovato la scorsa estate fino al 2029, ma… posso guardare avanti per un futuro comune ancora più lungo”.
Fuori dal campo, Parisi vive la città con la sua compagna: “Appena posso con la mia ragazza Beatrice viviamo il centro della città alla ricerca di angoli e posti sempre nuovi”. E confessa: “Stiamo pensando anche di sposarci qui… perché a Firenze mi trovo benissimo”.
Una crescita personale e sportiva che si intreccia con quella della squadra: la Fiorentina prova a risalire, e lo fa anche grazie alla duttilità e alla determinazione di uno dei suoi uomini chiave.
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