‘Non dire gatto, se non ce l’hai nel sacco’, diceva sempre il saggio Trap. Sì, perché si fa presto a dire ‘col Verona la Fiorentina deve vincere’. Cioè, lo ribadiamo, ma guai a pensare che sia una semplice formalità.
Loro sono messi male, anzi malissimo. Quasi spacciati. Ma, proprio perché in questa condizione di non aver nulla da perdere, potrebbero giocare belli leggeri e tranquilli. La Fiorentina non ha, anzi non deve avere, lo stesso stato d’animo. La mentalità che aveva contraddistinto i viola di Vanoli nelle ultime settimane lascia ben sperare. O meglio, lasciava. Perché quando si rientra dalle soste, si sa, a volte la testa va per cavoli suoi. Un aspetto da evitare a tutti i costi. Altre volte, contro squadre ormai già morte e sepolte, la Fiorentina è scivolata perdendo punti rivelatisi poi decisivi a fine stagione.
Con Montella, ad esempio, quella squadra che si vide scippare la terza posizione dal Milan che, all’epoca, valeva l’ultimo pass per la Champions, perse in casa con un Pescara che era già spacciato, tanto che non ne vinse più una da lì a fine stagione. Poi ci sono i tonfi interni con Verona e Cagliari, sempre nel ciclo Montella, quelli celebri con Italiano come a Marassi con la Samp, un 4-0 incassato da una formazione che sapeva già di essere salva dai risultati del weekend. E come dimenticare il tonfo dello scorso anno a Venezia nel finale di stagione, o ancora, tra l’altro, proprio a Verona, un 1-0 disastroso che arrivava dopo il ko col Monza. Appunto. Anche due anni fa, con Italiano, al Bentegodi fu ko, per quanto quella Fiorentina fosse concentrata sul doppio confronto di Conference col Bruges.
All’andata altro harakiri, nel punto forse più basso di questa stagione. Rispetto a quel ko arrivato nel recupero, un girone dopo, le cose in classifica si sono messe decisamente meglio. Anche perché, peggio di come si erano messe dopo la sconfitta con l’Hellas della quindicesima giornata era impossibile.
La fatal Verona, sponda rossonera, se la ricordano ancora, coi ko nel 73 e nel 90 che costarono al Milan due scudetti. Guai a sottovalutare l’Hellas, che nel 2026 ha perso 10 gare su 14, in casa nel nuovo anno ha perso con tutti tranne che col Pisa, con cui ha pareggiato, che però nelle ultime settimane, pur essendo ormai con un piede e trequarti in B, ha reso difficilissima la vita al Napoli e pure all’Atalanta. Lo ribadiamo: ‘non dire gatto, se non ce l’hai nel sacco’. Ci vorrà la Fiorentina di Cremona, o quella vista con l’Inter. Fare tre punti sabato, col Cagliari che andrà a giocare col Sassuolo, il Lecce che riceverà l’Atalanta e la Cremonese che affronterà il Bologna, potrebbe rivelarsi un passo in avanti cruciale per la salvezza.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies
