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Il calcio italiano è costretto, suo malgrado, ad assistere un altro mondiale. Dopo il fallimento mondiale, la necessità di un rinnovo totale dell’universo del pallone è diventata impellente.
Fabio Giorgetti, grande conoscitore del mondo del pallone, è intervenuto quest’oggi in radio fissando alcuni punti precisi: “Dopo tre fallimenti così è chiaro che ci vuole davvero una scossa – ha esordito – Ora c’è bisogno di una persona che tuteli i nostri settori giovanili e conosca bene anche il calcio dilettantistico” dato che i dilettanti, in assemblea, hanno un peso non irrilevante, come ha ricordato lo stesso Giorgetti.
Non solo, ma il calcio italiano deve dare spazio ai giovani: “Dobbiamo guardare al futuro, capire com’è cambiato e si è evoluto il nostro calcio negli ultimi venticinque anni e cominciare a riprogrammare tutto. Un fallimento come questo, per una nazionale come l’Italia, ha dell’incredibile”.
La ricetta, secondo Giorgetti, è chiara: “Non solo alla presidenza della Figc, serve un nuovo corso al nostro calcio. Abbiamo bisogno di nuove persone nei ruoli nevralgici e nelle posizioni apicali, persone che sappiano interfacciarsi sia con il mondo del calcio – professionistico e dilettantistico che sia – sia con la politica”.
Un passaggio, poi, Giorgetti lo ha riservato anche alla Fiorentina e, soprattutto, a Moise Kean: “Non mi stupirei se domani contro il Verona non fosse in campo” ha detto, senza però sbilanciarsi troppo né sull’una né sull’altra possibilità.
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