"Glasner ha già dimostrato di essere preparato in Europa, la sua squadra è organizzata e si vede che la sua idea di calcio nasce dai tempi del Salisburgo. Oggi allena nel campionato più forte al mondo; io ci sono stato col Chelsea e l'ho testato di persona. Per noi dev'essere motivo d'orgoglio dopo tutta questa annata, ce la dobbiamo giocare sapendo che arriviamo su un campo difficile. Piccolo ma riempito, con 25mila persone, dove il Palace ha costruito i suoi successi. Sarà un bellissimo test e ci vorrà lucidità. Saranno due gare dove misureremo la nostra crescita".
Poi sull'assenza di Kean, fuori dai convocati: "Dopo l'allenamento di ieri l'ho incontrato stamani: aveva ancora dolore alla tibia, un fastidio che porta dietro da tanto tempo. Stiamo cercando di gestirlo, oggi non ce la poteva fare e quindi abbiamo deciso di farlo preparare per la sfida alla Lazio".
"Mi sarebbe piaciuto arrivare qua con la rosa al completo, perché con queste squadre c'è bisogno di tutti. Ma la parola emergenza non mi piace, non è nel mio DNA. Deve essere un'occasione per chi ha giocato poco, per i giovani che sono con noi. Quando si gioca da grande squadra arrivano grandi risultati, ora andiamo verso gli ultimi due mesi più faticosi. Siamo in cima alla montagna e vediamo la vetta, ma gli ultimi metri sono sempre i più difficili".
Ancora sugli infortuni: "Quello che posso decidere lo dico apertamente, come fatto con Dodo. Sul resto, c'è un responsabile medico e sono temi di sua competenza. Ho una fortuna: non vivo di ricordi, ma di presente e di futuro. I ricordi sono cose belle e con questa maglia, da giocatore, ho vinto un trofeo bellissimo. Sono orgoglioso di poter inseguire un altro obiettivo da allenatore, ma guardo di partita in partita. Domani sarà un campo molto difficile e servirà una grande prestazione".
"Gudmundsson? Tutti stiamo crescendo molto, un giocatore deve essere completo e fare anche la fase difensiva. Lui è molto impegnato, sa che questo è un suo difetto e lo sta cercando di migliore, un po' come successo con Fagioli. Gud mi è piaciuto sabato, a Verona mi hanno dato fastidio tanti errori tecnici non da lui, ma all'interno della gara riconosceva che stava sbagliando. Tant'è che l'azione del gol poi l'ha avviata lui. A Verona la squadra ha fatto una brutta prestazione ma servivano i tre punti, e sono arrivati".
"Abbiamo avuto meno tempo di loro per preparare la partita. Glasner l'ho seguito anche in Germania, so com'è questo ambiente. Questo è un campo difficile da conquistare anche in Premier, piccolo e col pubblico vicino. Lo stadio si infuoca subito, sarà un bel test per capire dove vogliamo arrivare. È una delle squadre favorite per il titolo. È vero che sono alla prima apparizione in competizioni UEFA, ma quando inizi a vincere Community Shield e FA Cup fai un grande allenamento per l'Europa: sono i favoriti senza dubbio per la vittoria del torneo".
"Il fascino della partita basta e avanza. Abbiamo faticato tanto in campionato e anche in Conference, adesso arriva il bello. Confrontarsi con queste squadre è il massimo, loro sono forti ma ci siamo anche noi. Bisogna giocare con grande personalità".
È la gara più importante della stagione?
"No", la risposta secca di Vanoli.
A seguire, le dichiarazioni di Pongracic: "Mateta? Lo conosco bene, ci giocai contro in una partita in Under 21. Si vedevano già le sue caratteristiche: grande fisico e rapido. Ho visto alcuni suoi gol in Premier League e posso dire che è una punta molto pericolosa. In Inghilterra hanno tanta qualità individuale, dovremo difendere da squadra. Penso di avere determinate caratteristiche per dare qualcosa in più a questa squadra. Sono felice di essere parte della mia nazionale e di andare - probabilmente - al Mondiale. La vittoria dell'ultimo weekend ci ha fatto respirare, era importantissima. Ma non dobbiamo dimenticare il percorso che abbiamo fatto fino ad ora. Da un paio di partite vedo un'altra squadra, che combatte su ogni pallone. Magari non giochiamo sempre agli stessi livelli, ma lo spirito c'è. Non dimentichiamoci dove eravamo 10-15 partite fa".
"Non so se il mister sapeva che sono stato allenato anche da Glasner. Mi ha scritto infatti dopo la gara di Verona, ma gli ho detto che di buono c'era solo il risultato... e non il gioco. Volevamo fare meglio. Sono felice di incontrarlo e felice di giocare partite di questo calibro. Abbiamo ritrovato fiducia con risultati e prestazioni, non so quando è stata la svolta, ma di certo il successo con l'Udinese è stato fondamentale. Queste prestazioni ti restituiscono feeling, perciò oggi siamo fiduciosi che possiamo fare una buona gara".
Infine: "Il gruppo dopo l'ultima partita di Verona non è felice per la prestazione ma molto soddisfatto dal risultato. I tre punti sono stati pesanti, è un aspetto che abbiamo sentito anche giorni dopo ritrovando fiducia. Ora possiamo venire qua con il petto in fuori e la giusta personalità per affrontare una partita di questo valore. Il nostro percorso però non è finito, ogni partita è importante ed è giusto pensare solo a una gara alla volta".
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