Con Vanoli in panchina la squadra cambia volto: dal rischio retrocessione alla corsa europea nel 2026

La Fiorentina ha vissuto una stagione divisa nettamente in due, passando da una crisi profonda a una clamorosa rimonta che ha trasformato il campionato in una rincorsa verso la salvezza e, potenzialmente, anche verso l’Europa.

Dopo un avvio disastroso nella seconda metà del 2025, con soli 9 punti in 17 partite e nessuna vittoria nelle prime giornate, la squadra sembrava destinata a una stagione drammatica. L’arrivo di Paolo Vanoli ha però segnato una svolta decisiva, cambiando identità e rendimento della squadra.

Il punto di svolta arriva tra il 4 gennaio e il 7 febbraio: prima la vittoria sulla Cremonese al 92’ con il gol di Kean, poi una progressiva risalita che porta la Fiorentina a 26 punti in 15 partite, con una media nettamente migliorata e risultati da zona Europa. In questa fase si consolida anche la collaborazione con la dirigenza tecnica guidata da Paratici.

Il rendimento cresce ulteriormente nelle settimane successive, con 18 punti in 9 gare e una media da zona Champions, seconda solo alle migliori del campionato. La squadra passa così da una situazione da retrocessione a una delle rimonte più significative della stagione.

Un cambio di passo che potrebbe valere la conferma di Vanoli anche per la prossima stagione, suggellando una trasformazione considerata fino a pochi mesi prima quasi impensabile.

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