La trasformazione in struttura turistico-ricettiva risale al 2022 ed è avvenuta grazie alle norme urbanistiche dell’epoca, non per via giudiziaria

Il Comune di Firenze fa chiarezza sul caso dell’ostello A&O Hostels di via Mannelli, spiegando che il cambio di destinazione d’uso a turistico-ricettivo non è stato determinato da una sentenza del Tar, ma dalle regole urbanistiche allora in vigore.

In origine, l’immobile ospitava uffici comunali della Mobilità. Dopo il trasferimento degli uffici, nel luglio 2021 la proprietà ottenne il passaggio da direzionale pubblico a direzionale privato. Un anno dopo, nel luglio 2022, arrivò anche il cambio a destinazione turistico-ricettiva, che consente l’attività di ostello.

Questo passaggio fu possibile grazie a una normativa più permissiva: la proprietà presentò richieste separate per unità immobiliari inferiori ai 2.000 metri quadrati, poi unificate in un’unica struttura. Una pratica oggi non più consentita, poiché il Piano operativo entrato in vigore nel 2025 considera questi frazionamenti come un unico intervento e richiede il controllo del Consiglio comunale per strutture di grandi dimensioni.

L’equivoco sul ruolo del Tar nasce da un precedente ricorso della proprietà, relativo al primo cambio di destinazione (da pubblico a privato), già risolto nel 2021 e confermato da una sentenza del 2024.

Resta solo una divergenza tra Comune e gestori dell’ostello: secondo questi ultimi, la destinazione turistico-ricettiva sarebbe stata riconosciuta già nel maggio 2022, mentre per Palazzo Vecchio l’atto ufficiale risale a luglio dello stesso anno. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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