Paratici chiamato a ridurre ingaggi e sfoltire l’organico: tra rientri dai prestiti, incognita Kean e strategia sui giovani

La Fiorentina affronta le conseguenze dell’esclusione dalle coppe europee dopo quattro stagioni, con un impatto sia economico sia tecnico. La mancata qualificazione comporta la perdita di circa 15-16 milioni di euro annui, oltre al venir meno del prestigio internazionale e alla necessità di ristrutturare profondamente la rosa.

Il nuovo direttore sportivo Fabio Paratici dovrà avviare una significativa operazione di sfoltimento dell’organico, con l’obiettivo di ridurre costi e numero di giocatori, dato che la squadra disputerà solo il campionato nella prossima stagione.

Il problema principale riguarda i numerosi rientri dai prestiti: circa 17 giocatori faranno ritorno alla base, oltre ad altri giovani in scadenza di contratto, con poche reali possibilità di essere confermati. Parallelamente, il monte ingaggi — già vicino ai 65 milioni di euro — dovrà essere ridotto in modo sensibile.

Grande incognita è la situazione di Moise Kean, legato a un ingaggio elevato e a una clausola rescissoria da 62 milioni di euro, ma penalizzato da problemi fisici e da una stagione complicata, fattori che riducono l’interesse di potenziali acquirenti.

Paradossalmente, l’assenza dalle coppe potrebbe offrire anche alcuni vantaggi: maggiore concentrazione sul campionato e meno vincoli legati al fair play finanziario, pur restando attivi i limiti federali sul costo del lavoro.

La strategia del club viola sarà quindi puntare su una rosa più snella, con meno giocatori ma di maggiore qualità media, privilegiando giovani italiani e profili a basso costo, in un’operazione di profonda ristrutturazione tecnica ed economica.

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