Palazzo Vecchio ha incassato dal 2022 al 2025 come tassa di soggiorno dagli studentati 311.000 euro. Lo ha comunicato questo pomeriggio durante la seduta del consiglio comunale l'assessora all'urbanistica Caterina Biti, rispondendo a due distinti question time. uno presentato dalla capogruppo di FdI Angela Sirello e l'altro da Dmitrij Palagi di Spc.
"I 311.000 euro da studentati in quattro anni rappresentano meno dello 0,1% del gettito annuo totale, spalmati sulle 11 strutture pre-esistenti indicate dall'assessora, fanno circa 7.000 euro per struttura in quattro anni", "a 4 euro a notte, la tariffa prevista per gli ostelli), si traduce in circa 500 pernottamenti l'anno per struttura. Per una struttura con decine di posti letto, e con un limite massimo di 60 giorni di uso ricettivo consentiti dal Piano operativo, in precedenza il numero era 90, il numero è molto basso. Non affermiamo che vi siano state omissioni: non lo sappiamo. Ma il dato solleva una domanda legittima che l'amministrazione dovrebbe essere in grado di rispondere — e che riguarda anche l'efficacia dei controlli futuri". A proposito di controlli, ha assicurato Biti "ci siamo organizzati perché dal 30 di aprile siano assolutamente continui".
Il 30 aprile è il nuovo termine per gli studentati privati per comunicare a Palazzo Vecchio i periodi di utilizzo turistico delle strutture. "La risposta conferma quello che avevamo già segnalato: non si tratta di una scadenza giuridicamente cogente derivante dalla delibera consiliare, ma di un 'alert' informale adottato dall'amministrazione per non essere, come ha detto, 'vessatoria'", modifica che però non "è mai passata in consiglio comunale", ha rimarcato Palagi.
Angela Sirello di Fratelli d'Italia invece, "pur capendo la necessità di dare più tempo agli studentati", ha sottolineato che avrebbe voluto "la stessa solerzia che è stata usata per togliere le keybox" nell'area Unesco del centro storico.
"I 311.000 euro da studentati in quattro anni rappresentano meno dello 0,1% del gettito annuo totale, spalmati sulle 11 strutture pre-esistenti indicate dall'assessora, fanno circa 7.000 euro per struttura in quattro anni", "a 4 euro a notte, la tariffa prevista per gli ostelli), si traduce in circa 500 pernottamenti l'anno per struttura. Per una struttura con decine di posti letto, e con un limite massimo di 60 giorni di uso ricettivo consentiti dal Piano operativo, in precedenza il numero era 90, il numero è molto basso. Non affermiamo che vi siano state omissioni: non lo sappiamo. Ma il dato solleva una domanda legittima che l'amministrazione dovrebbe essere in grado di rispondere — e che riguarda anche l'efficacia dei controlli futuri". A proposito di controlli, ha assicurato Biti "ci siamo organizzati perché dal 30 di aprile siano assolutamente continui".
Il 30 aprile è il nuovo termine per gli studentati privati per comunicare a Palazzo Vecchio i periodi di utilizzo turistico delle strutture. "La risposta conferma quello che avevamo già segnalato: non si tratta di una scadenza giuridicamente cogente derivante dalla delibera consiliare, ma di un 'alert' informale adottato dall'amministrazione per non essere, come ha detto, 'vessatoria'", modifica che però non "è mai passata in consiglio comunale", ha rimarcato Palagi.
Angela Sirello di Fratelli d'Italia invece, "pur capendo la necessità di dare più tempo agli studentati", ha sottolineato che avrebbe voluto "la stessa solerzia che è stata usata per togliere le keybox" nell'area Unesco del centro storico.
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