Tra gol subiti su piazzato e rimonte incassate, i viola cercano risposte nel finale di stagione

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La rete incassata a Lecce per mano di Tiago Gabriel ha riportato alla luce una fragilità che la Fiorentina non è mai riuscita a lasciarsi alle spalle del tutto: la difficoltà nel difendere sui palloni alti e sulle situazioni da fermo. Un problema che affonda le radici nella prima parte della stagione, ma che continua a manifestarsi anche adesso, quando l’obiettivo salvezza è ormai a portata di mano.

I numeri raccontano una realtà poco confortante. La squadra viola detiene infatti il primato negativo per gol subiti di testa in Serie A, con ben dodici reti incassate in questo modo, inclusa l’ultima arrivata contro il Lecce. Non va meglio quando si analizzano i gol subiti da calcio piazzato: diciotto in totale, un dato superato soltanto dal Genoa, fermo a quota venti. Si tratta di statistiche che evidenziano lacune sia nella marcatura individuale sia nell’organizzazione difensiva di reparto.

Gli errori non possono essere attribuiti a un singolo protagonista. Difensori e centrocampisti hanno spesso perso riferimenti e tempi di intervento, come dimostra anche l’episodio più recente che ha coinvolto Ndour. Allo stesso tempo, anche il contributo del portiere è finito sotto osservazione. Se David De Gea ha saputo offrire prestazioni importanti tra i pali, confermandosi decisivo in diverse occasioni, continua però a mostrare qualche incertezza nelle uscite, soprattutto nelle situazioni più caotiche dell’area di rigore. Un limite che, nel corso della stagione, si è ripresentato con una certa regolarità.

Oltre alle difficoltà difensive, c’è un altro dato che pesa come un macigno sul bilancio stagionale della Fiorentina: i punti lasciati per strada dopo essere passati in vantaggio. Con quelli sfumati nell’ultima gara, il totale è salito a ventiquattro, il peggiore dell’intero campionato. Un problema che si era già manifestato nei mesi invernali e che sembrava essere stato in parte arginato, salvo poi ripresentarsi proprio nella sfida più recente.

Questa incapacità di gestire il risultato suggerisce una fragilità non solo tecnica ma anche mentale. La squadra spesso fatica a mantenere concentrazione e intensità per tutta la durata della partita, concedendo agli avversari l’opportunità di rientrare in gara. Con maggiore attenzione e solidità, il percorso stagionale avrebbe potuto assumere contorni ben diversi.

Ora, però, guardare indietro serve a poco. Con cinque partite ancora da disputare, la Fiorentina ha l’occasione di correggere almeno in parte questi difetti e chiudere la stagione con segnali più incoraggianti. Migliorare la tenuta difensiva e la gestione dei momenti chiave sarà fondamentale non solo per il finale di campionato, ma soprattutto in vista della prossima annata, quando sarà necessario presentarsi con basi più solide e ambizioni più concrete.

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