La stagione della Fiorentina sta lentamente prendendo una piega meno amara rispetto a quanto sembrava qualche mese fa. Una salvezza che fino a poco tempo fa appariva complicata, oggi è invece sempre più concreta, costruita passo dopo passo grazie a un cambio di ritmo evidente nel 2026. In questo scenario si inserisce con forza la candidatura di Paolo Vanoli, che punta alla conferma forte di risultati recenti difficili da ignorare.
I numeri, infatti, raccontano una storia chiara. Dopo un avvio di campionato estremamente complicato, segnato anche da un dato storico negativo (nessuna squadra si era mai salvata in Serie A senza vittorie nelle prime 15 giornate), la Fiorentina ha completamente cambiato marcia. Dall’inizio dell’anno solare ha raccolto 28 punti in 17 partite, un rendimento che la colloca nella parte alta di una classifica virtuale. Ancora più significativo è il dato relativo al girone di ritorno, con 24 punti complessivi, e quello delle ultime undici gare disputate sotto la gestione dirigenziale di Fabio Paratici, periodo in cui sono arrivati ben 20 punti.
Il momento più significativo coincide con la recente striscia positiva: tredici punti conquistati nelle ultime sette partite senza sconfitte. È su questa continuità che Vanoli costruisce la propria candidatura, sottolineando implicitamente come il lavoro svolto stia dando risultati concreti proprio nella fase decisiva della stagione. Dopo settimane di dichiarazioni prudenti, l’allenatore ha progressivamente cambiato atteggiamento, lasciando intendere di voler proseguire il progetto anche nella prossima annata.
Tuttavia, il futuro della panchina viola è tutt’altro che definito. La decisione finale spetterà proprio a Paratici, che sta valutando diverse opzioni. Tra queste, rimane viva la pista che porta a Maurizio Sarri, il primo a manifestare apertamente interesse per la Fiorentina, facendo leva anche su motivazioni personali e affettive. Il suo profilo rappresenta una scelta di esperienza e identità, elementi che potrebbero avere un peso importante in un’annata simbolica come quella del centenario del club.
Accanto a lui, prende sempre più quota anche il nome di Fabio Grosso, considerato da molti l’opzione più concreta al momento. La sua candidatura ha guadagnato terreno anche grazie a segnali recenti, tra cui un primo contatto diretto con l’ambiente viola in occasione della sfida contro il Sassuolo. Le sue parole nel post-partita hanno lasciato intendere una disponibilità chiara, senza troppi margini di interpretazione.
Grosso rappresenta una scelta orientata al progetto e alla crescita, un profilo che potrebbe sposarsi con le ambizioni di rilancio della società. Non a caso, Paratici avrebbe già esplorato anche soluzioni internazionali, mantenendo però un’attenzione particolare su nomi che conoscono bene il calcio italiano.
Il quadro resta dunque aperto. Vanoli può contare su risultati concreti e su uno spogliatoio che sembra seguirlo, Sarri porta con sé esperienza e legame emotivo, mentre Grosso incarna un’idea di futuro. La Fiorentina, nonostante una stagione tra le più difficili degli ultimi anni, continua a esercitare un certo fascino, rendendo la panchina viola una delle più ambite del panorama italiano.
La scelta definitiva arriverà solo al termine del campionato, ma una cosa è certa: la corsa è ancora a tre, con la possibilità che nelle prossime settimane possano emergere nuovi candidati pronti a inserirsi nella competizione.
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