Quello che si respira intorno alla Fiorentina in questo finale di stagione è un clima diviso a metà tra ambizione e curiosità. Da una parte c’è la necessità di chiudere il campionato nel miglior modo possibile, dall’altra la crescente richiesta dei tifosi di vedere all’opera i giovani della Primavera. Una richiesta che però si scontra con la linea tracciata dall’allenatore Paolo Vanoli.
In conferenza stampa il tecnico è stato chiaro: priorità ai risultati e rispetto delle gerarchie. Vanoli ha parlato apertamente di equilibrio nello spogliatoio, sottolineando come l’armonia del gruppo passi anche dal riconoscimento dei ruoli. Per questo, secondo l’allenatore viola, sarebbe poco corretto nei confronti dei titolari – e anche dei tifosi – lanciare in campo giovani non ancora pronti per la Serie A solo per assecondare l’entusiasmo della piazza.
Il caso simbolo è quello dell’attaccante Roberto Piccoli, arrivato in estate per una cifra importante, circa 27 milioni di euro, ma protagonista fin qui di una stagione complicata. Tra rendimento altalenante e problemi fisici, l’ultimo dei quali lo ha costretto a saltare la sfida casalinga contro il Sassuolo, terminata 0-0, Piccoli non è riuscito a incidere come ci si aspettava.
Proprio in quell’occasione si è acceso il dibattito. Con l’assenza contemporanea di Piccoli e di Moise Kean, molti tifosi chiedevano spazio dal primo minuto per il giovane attaccante della Primavera Riccardo Braschi. Una scelta suggestiva, ma che Vanoli ha deciso di non percorrere. Al suo posto ha optato per una soluzione più “conservativa”, adattando Albert Gudmundsson nel ruolo di centravanti, affiancato da Harrison e Solomon in un tridente offensivo inedito.
Una decisione che racconta bene la filosofia dell’allenatore: affidarsi a giocatori già inseriti nelle dinamiche della prima squadra, anche fuori ruolo, piuttosto che accelerare i tempi di crescita dei giovani. Una linea che ha un obiettivo preciso: fare più punti possibili e giocarsi fino in fondo la conferma sulla panchina viola per la prossima stagione.
Va però detto che Vanoli non è contrario a prescindere all’utilizzo dei giovani. Lo dimostrano alcune scelte recenti, come quella fatta proprio contro il Sassuolo, quando ha schierato titolare il giovane venezuelano Balbo nel ruolo di terzino sinistro. Una scelta dettata anche dall’emergenza, viste le assenze di Robin Gosens, Fabiano Parisi e Fortini, ma che conferma come il tecnico sia disposto a dare fiducia ai ragazzi quando li ritiene pronti. Balbo, infatti, ha già collezionato diverse presenze stagionali, dimostrando di poter reggere l’impatto con il calcio dei grandi.
Insomma, il tema resta aperto. I tifosi chiedono spazio per il futuro, Vanoli pensa al presente. In mezzo c’è una Fiorentina che cerca il giusto equilibrio tra crescita e risultati, con la consapevolezza che ogni scelta, da qui alla fine della stagione, peserà non solo sulla classifica, ma anche sulla costruzione della squadra che verrà.
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