Oltre mille persone in piazza tra comitati, associazioni e amministratori locali. Legambiente: «La Piana è già tra le aree più inquinate e antropizzate della Toscana»

Comitati, associazioni, cittadini e amministratori locali sono scesi in piazza a Sesto Fiorentino per ribadire il no all’ampliamento dell’Aeroporto di Firenze-Peretola e chiedere maggiore impegno per la realizzazione del Parco della Piana.

Il corteo è partito dal Polo scientifico, ha raggiunto piazza della Chiesa ed è poi tornato al punto di partenza. Secondo gli organizzatori i partecipanti erano circa duemila, oltre mille invece per le stime più prudenti.

«Non è una manifestazione contro, ma una manifestazione “per” – ha spiegato Fausto Ferruzza –. Per il Parco agricolo della Piana, per una visione diversa di sviluppo sostenibile e di territorio». Ferruzza ha ricordato inoltre come «la Piana sia uno dei territori più inquinati e antropizzati della Toscana» e ha sottolineato che, con gli aeroporti di Bologna e Pisa raggiungibili in circa un’ora di treno, «la nuova pista rappresenterebbe uno spreco di denaro pubblico».

Critiche anche dagli amministratori locali presenti alla manifestazione. Per il sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani, l’ampliamento comporterebbe «uno stravolgimento drastico e drammatico del territorio», andando «a contraddire politiche urbanistiche sane portate avanti negli ultimi quarant’anni».

Sulla stessa linea Claudia Pecchioli, che ha definito la nuova pista «una scelta sbagliata» per «un territorio fragile», ricordando le recenti alluvioni che hanno colpito Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio.

Presente anche Lorenzo Falchi, ex sindaco di Sesto Fiorentino, secondo cui «il primo atto della nuova giunta», in caso di vittoria di Damiano Sforzi, «sarà aggiornare e integrare il ricorso al Tar adeguandolo alle ultime modifiche del decreto».

Dal fronte delle associazioni è intervenuto anche Andrea del presidio “No aeroporto no inceneritore”, che ha richiamato i temi della sicurezza idrica, idraulica e idrogeologica: «Il nuovo aeroporto comporta un grande consumo di suolo, non limitato ai 2200 metri della pista». Per Veronica del “Giardino dei fenicotteri”, invece, «l’idea che cemento significhi sviluppo è una narrazione che deve finire».

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