A un anno dalle parole dell’ex direttrice della Galleria dell’Accademia Cecilie Hollberg, che denunciava le criticità di via Ricasoli, lo scenario appare invariato – se non peggiorato.
Nel cuore di Firenze, attorno alla Galleria dell’Accademia di Firenze, la gestione dei flussi turistici continua a essere al centro delle polemiche: file caotiche, agenzie di intermediazione e fenomeni di rivendita dei biglietti alimentano un sistema difficile da controllare.
Il tema principale riguarda il cosiddetto “bagarinaggio legale”: biglietti acquistati e rivenduti tramite tour guidati a prezzi più alti, con la promessa di accesso rapido. Le agenzie si muovono tra le code, intercettano i visitatori e propongono ingressi “saltafila”, mentre i prezzi possono arrivare quasi al doppio rispetto al biglietto ufficiale.
Le società del settore respingono le accuse, sostenendo di gestire prenotazioni regolari e gruppi organizzati, ma sul campo la realtà appare più confusa: visitatori indirizzati direttamente in strada, code riorganizzate dagli operatori e controlli non sempre percepiti come rigorosi.
In piazzetta delle Belle Arti, davanti all’ingresso, la pressione turistica è evidente: guide, addetti, venditori e gruppi organizzati si sovrappongono in uno spazio ridotto, mentre i flussi cambiano continuamente tra code ufficiali e percorsi alternativi.
Accanto al sistema delle agenzie, resta il problema degli abusivi: venditori di souvenir e acquerelli occupano lo spazio pubblico, si spostano rapidamente all’arrivo dei controlli e tornano poco dopo. Una presenza che contribuisce al caos complessivo dell’area.
A questo si aggiunge la congestione urbana: biciclette in sharing abbandonate, auto in sosta vietata e furgoni che entrano nella zona pedonale per le consegne, trasformando via Ricasoli in un punto di forte pressione logistica e turistica.
Il risultato è un equilibrio fragile tra turismo di massa, economia parallela e gestione pubblica degli spazi. Un anno dopo le denunce, la sensazione diffusa è che la situazione resti irrisolta, con una convivenza sempre più difficile tra città storica e flussi turistici. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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