La Fiorentina si prepara ad aprire una nuova fase tecnica dopo una stagione tra paura e delusione, fino alla frustrazione, e terminata con una salvezza che era l’obiettivo minimo da raggiungere. Ora il club viola pare deciso ad intraprendere un percorso differente, fondato sulla valorizzazione dei giovani, sulla sostenibilità economica e sulla costruzione di una squadra più moderna e dinamica.
Le parole di Joseph Commisso hanno delineato l’orizzonte della società. Nessuna promessa altisonante o proclami legati alla qualificazione europea, ma una strategia che punta a riportare la Fiorentina stabilmente ai vertici del calcio italiano attraverso una crescita graduale e strutturata. L’idea sarebbe quella di investire sui talenti e costruire un progetto che possa garantire continuità nel tempo, evitando le difficoltà vissute nell’ultima annata. In questo contesto si inserisce l’arrivo di Fabio Grosso sulla panchina viola.
L’ex tecnico del Sassuolo sarà chiamato a dare identità a una squadra destinata a cambiare profondamente volto. Il nuovo allenatore dovrà lavorare con un gruppo più giovane e predisposto a un calcio aggressivo e di maggiore intensità, caratteristiche che si sposano con il progetto delineato dalla dirigenza.
Centrale sarà ovviamente anche il ruolo del direttore sportivo Fabio Paratici, incaricato di guidare la ricostruzione dell’organico. La priorità sarà ridurre il monte ingaggi e abbassare l’età media della rosa, intervenendo in maniera significativa sul mercato sia in entrata che in uscita. Diversi protagonisti dell’ultima stagione, infatti, potrebbero salutare Firenze nelle prossime settimane.
Tra le situazioni da monitorare ci sono quelle di David De Gea, Dodo e Niccolò Fortini (quest’ultimo alle prese con le note vicissitudini sul rinnovo di contratto), ed anche Robin Gosens resta in una posizione tutt’altro che definita. Sul fronte offensivo, il futuro di Moise Kean dipenderà dalle eventuali offerte legate alla clausola rescissoria, mentre Albert Gudmundsson sembra destinato a lasciare il club. Le uscite serviranno non soltanto a generare risorse economiche, ma anche a liberare spazio per nuovi innesti.
In particolare, la Fiorentina sta valutando possibili alternative nel ruolo di portiere qualora De Gea dovesse partire. Uno dei profili osservati con maggiore attenzione è quello di Bento, estremo difensore brasiliano classe 1999 attualmente in forza all’Al-Nassr. Il nome di Bento non è nuovo agli addetti ai lavori italiani. Già durante il mercato invernale il portiere era stato vicino a un trasferimento al Genoa, operazione poi sfumata nelle battute finali.
In quel momento il giocatore aveva preferito restare in Arabia Saudita, ma la situazione potrebbe cambiare nel corso dell’estate e la Fiorentina segue con interesse ogni sviluppo. Da capire poi in questo caso come sarebbe gestita la posizione di Martinelli.
La vera rivoluzione, però, potrebbe arrivare soprattutto sulle corsie esterne. Il sistema di gioco di Grosso richiede interpreti dotati di ottime doti atletiche, qualità nell’uno contro uno e capacità di creare superiorità numerica. Per questo motivo il club è alla ricerca di almeno quattro esterni funzionali al 4-3-3, giocatori giovani ma già pronti per affrontare il campionato italiano.
L’obiettivo è individuare profili sostenibili dal punto di vista economico, con ingaggi contenuti e margini di crescita importanti. Una strategia che mette al centro anche il lavoro dello scouting internazionale, settore che la società intende potenziare per individuare opportunità in mercati finora poco esplorati. La Fiorentina del futuro, dunque, prende forma attorno a un concetto preciso: meno spese, più progettualità e una forte attenzione ai talenti emergenti. Un cambio di rotta netto che potrebbe segnare l’inizio di una nuova era viola.
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