Torna d’attualità il tema dell’aumento delle tariffe del trasporto pubblico in Toscana. Regione e Autolinee Toscane sono al lavoro per trovare una soluzione che eviti il rincaro del biglietto urbano di autobus e tram, che potrebbe passare dagli attuali 1,70 euro a 2 euro. Sul tavolo c’è anche l’adeguamento degli abbonamenti all’inflazione, ma il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha espresso forte contrarietà all’ipotesi di gravare ulteriormente sulle famiglie.
A spingere verso l’aumento sono soprattutto i costi sostenuti da Autolinee Toscane. Rispetto al 2025, il gestore del trasporto pubblico ha registrato un incremento del 30% per il carburante e del 15% per l’energia elettrica, con il rischio di compromettere l’equilibrio economico del servizio. «La crisi dovuta al prezzo dei carburanti sta colpendo duro. La situazione è sotto monitoraggio continuo», ha spiegato l’assessore regionale ai Trasporti, Filippo Boni.
La Regione, che investe ogni anno circa 600 milioni di euro nel sistema della mobilità pubblica, sta valutando possibili misure per evitare i rincari, tra cui bonus e agevolazioni per studenti, giovani e anziani. Firenze continua comunque ad avere una delle tariffe più basse rispetto a molte città italiane ed europee: a Bologna, ad esempio, il biglietto urbano costa già 2,20 euro. La decisione finale arriverà nelle prossime settimane, ma l’obiettivo dichiarato resta quello di scongiurare un nuovo aumento senza ridurre i servizi offerti ai cittadini. Lo scrive la Nazione.
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