Affittare una casa a Firenze è sempre più difficile. Secondo un’analisi di CNA basata sui dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, tra il 2019 e il 2025 il canone medio per un appartamento di circa 70 metri quadrati è passato da 900 a 1.340 euro al mese, con un incremento del 49%. Un aumento che colloca Firenze ai vertici nazionali insieme a Milano per crescita degli affitti.
Nello stesso periodo, però, gli stipendi netti medi sono cresciuti soltanto del 10%, ampliando il divario tra redditi e costo dell’abitare. Oggi un lavoratore fiorentino destina mediamente il 62% del proprio stipendio al pagamento dell’affitto, una percentuale che rende sempre più complicato l’accesso alla casa per giovani, famiglie e lavoratori dipendenti. A incidere sulla situazione, secondo CNA, sono anche la forte pressione turistica e l’espansione degli affitti brevi, che hanno ridotto la disponibilità di immobili destinati alla residenza stabile.
L’associazione accoglie quindi positivamente le misure adottate dal Comune di Firenze per limitare gli affitti turistici anche in alcune aree oltre il centro storico. «Le misure adottate vanno nella direzione giusta perché puntano a tutelare la residenzialità e a preservare l’equilibrio sociale ed economico della città», ha dichiarato Lorenzo Cei. Dello stesso avviso anche Francesco Amerighi, secondo cui il caro-affitti non è più soltanto un problema sociale ma rappresenta anche un ostacolo alla crescita economica: le imprese, infatti, fanno sempre più fatica ad attrarre lavoratori qualificati disposti a trasferirsi in città. Per invertire la tendenza, CNA chiede più alloggi a canoni sostenibili, recupero degli immobili inutilizzati e interventi di rigenerazione urbana. Lo scrive la Nazione.
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