Dopo la moratoria, il Comune potrebbe privilegiare chi affitta una o poche case. Intanto cresce il peso dei grandi operatori del mercato turistico

Terminata la moratoria prevista dalla normativa regionale, il Comune di Firenze potrebbe cambiare le regole per le autorizzazioni agli affitti brevi, dando priorità ai piccoli proprietari rispetto ai grandi operatori del settore. L’orientamento dell’amministrazione guidata da Sara Funaro è quello di favorire le cosiddette “case della nonna”, ovvero gli appartamenti messi a reddito da famiglie e privati per integrare il proprio reddito, distinguendoli dalle attività di natura imprenditoriale.

I numeri mostrano però un mercato sempre più concentrato. Secondo uno studio del centro Full del Politecnico di Torino, i cosiddetti “large host”, proprietari di oltre dieci unità immobiliari, controllano oggi il 32,8% del mercato degli affitti brevi fiorentini, contro il 25,6% del 2017. In termini assoluti possiedono 5.722 alloggi e la loro presenza è aumentata del 70% negli ultimi sette anni. Parallelamente, i ricavi complessivi del settore sono passati da 140 milioni di euro nel 2017 a 406 milioni nel 2024, con una crescita del 190%.

Lo studio evidenzia come una piccola quota di operatori concentri una parte significativa del mercato e dei profitti. Meno del 5% degli host genera infatti circa il 40% dei ricavi complessivi del comparto. Una dinamica che, secondo gli analisti, contribuisce alla crescente professionalizzazione del settore e potrebbe avere effetti sulla disponibilità di abitazioni per i residenti. Proprio per questo, il futuro giro di vite sugli affitti brevi potrebbe premiare i piccoli proprietari e limitare ulteriormente lo spazio di espansione dei grandi operatori turistici.

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