Manifestazione promossa da sindacati e associazioni per chiedere verità e giustizia. Presenti anche decine di lavoratori migranti che denunciano condizioni di sfruttamento

Oltre cento persone si sono ritrovate oggi pomeriggio davanti alla Prefettura di Firenze per chiedere «verità e giustizia» per i braccianti morti ad Amendolara, in Calabria, e per ribadire che «nessuno deve morire per reclamare il proprio salario». L’iniziativa si è svolta in contemporanea con la mobilitazione nazionale promossa da Flai Cgil e CGIL.

Al presidio, organizzato in via Cavour, hanno aderito numerose realtà del territorio, tra cui Arci, Oxfam, Cospe, Libera e altre associazioni impegnate sul fronte dei diritti e dell’inclusione sociale. Presenti anche una cinquantina di lavoratori migranti, in prevalenza di origine pakistana, che negli ultimi mesi hanno denunciato situazioni di sfruttamento lavorativo nell’ambito del progetto Soleil.

Dal presidio è arrivato un forte richiamo alla necessità di contrastare il caporalato e le forme di sfruttamento presenti anche sul territorio fiorentino. Secondo la Cgil, il fenomeno interessa diversi settori produttivi, dalla logistica all’agricoltura, passando per edilizia, turismo, ristorazione e lavoro dei rider. Il sindacato chiede un rafforzamento delle attività di prevenzione e controllo, una maggiore responsabilizzazione delle aziende committenti e strumenti più efficaci per proteggere le vittime di sfruttamento, spesso rese particolarmente vulnerabili dalla loro condizione lavorativa e sociale.



Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies