L'ipotesi di un aumento del biglietto urbano di bus e tram da 1,70 a 2 euro non convince l'Aduc. Il presidente dell'associazione dei consumatori, Vincenzo Donvito, ritiene che prima di chiedere ulteriori sacrifici economici agli utenti sia necessario intervenire sulla qualità del servizio. «Il problema non sono i trenta centesimi in più, ma il fatto che oggi il trasporto pubblico su gomma a Firenze è molto scadente», afferma. Secondo Donvito, un eventuale rincaro sarebbe accettato più facilmente se accompagnato da una profonda riorganizzazione del servizio.
L'Aduc distingue nettamente tra autobus e tramvia. Se il servizio tramviario viene giudicato positivo, quello degli autobus continua a presentare numerose criticità. «Prendere un bus è sempre un'incognita: gli orari non vengono rispettati, le corse saltano e spesso nessuno fornisce spiegazioni», denuncia Donvito, portando come esempio alcune corse della linea 12 saltate senza preavviso. Una situazione che, a suo avviso, contribuisce ad allontanare i cittadini dal trasporto pubblico e a favorire l'utilizzo di auto e scooter.
Secondo il presidente dell'Aduc, i fiorentini oggi protestano meno rispetto al passato perché si sentono rassegnati. «Molti si lamentano sui social, ma poi rinunciano ad agire perché pensano che nulla cambierà». Donvito invita quindi a migliorare le condizioni di lavoro del personale e a rafforzare il dialogo tra gestori ed enti pubblici, soprattutto in una città alle prese con numerosi cantieri. Pur riconoscendo che inflazione e aumento dei costi possano giustificare un adeguamento tariffario, propone soluzioni alternative come l'introduzione di un biglietto singolo più economico per gli autobus, mentre si dice contrario a differenziare il costo del tram in base alla fermata di partenza, compresi aeroporto e Villa Costanza. Lo scrive la Nazione.
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