Le famiglie (+3,4%) trainano l'aumento, in crescita i mutui casa

La Toscana è "una regione che deve forse un po' cambiare regime, è una regione che deve puntare sull'innovazione". Lo ha affermato Vito Barone, direttore della sede della Banca d'Italia di Firenze, in occasione dell'anteprima per la stampa locale del rapporto annuale sull'economia regionale, oggi a Firenze.
    
"C'è un tema di qualità dell'occupazione", secondo Barone, ed è un tema "fortemente legato alla qualità della manifattura. Con una manifattura che tendenzialmente ha origine nei settori tradizionali, e una richiesta inferiore di personale qualificato, questo ha delle ricadute sulle retribuzioni dei lavoratori". Quindi, sostiene il direttore regionale, "puntando sull'innovazione avremo anche ricadute positive nell'ambito delle retribuzioni". In più, secondo Barone, "è necessario l'intervento dei capitali di rischio: in Toscana il risparmio c'è, e ci sono anche interventi pubblici. Forse da questo punto di vista va qualificato l'intervento, va ridotto il frazionamento che in questo momento connota questi interventi, e forse va immaginato anche un punto di atterraggio, un preciso obiettivo da conseguire".

    
Il rapporto sarà presentato oggi pomeriggio agli stakeholder del territorio con un evento a Firenze a cui parteciperanno, fra gli altri, il neopresidente di Confindustria Toscana Fabrizio Bernini, e il presidente del Polo Tecnologico di Navacchio Andrea Di Benedetto. A chiusura dell'incontro, il vicedirettore generale della Banca d'Italia Gian Luca Trequattrini si soffermerà sull'importanza dell'intelligenza artificiale come leva strategica capace di aumentare la produttività, trasformare i processi produttivi e creare nuove opportunità, "a condizione che imprese e pubblica amministrazione - afferma Bankitalia - sappiano adottarla in modo diffuso e ripensare organizzazione e competenze".

I prestiti al settore privato non finanziario in Toscana sono tornati a crescere, segnando un +1% a fine 2025 dopo quasi due anni di ininterrotta contrazione. Lo afferma il rapporto annuale sull'economia regionale presentato oggi a Firenze dalla Banca d'Italia, secondo cui l'aumento è stato trainato dalla crescita del credito alle famiglie, mentre è proseguita la riduzione dei finanziamenti alle imprese, seppure con minore intensità.
    
La dinamica dei prestiti di banche e società finanziarie alle famiglie consumatrici toscane si è rafforzata, con un incremento del 3,4% a fine 2025. L'accelerazione è riconducibile ai mutui casa: le nuove erogazioni sono aumentate più intensamente per i giovani, favoriti da un maggior ricorso alla garanzia pubblica per l'acquisto della prima casa. Il credito al consumo ha continuato a crescere significativamente, sebbene a ritmi inferiori all'anno precedente.
    
Di contro, il credito al settore produttivo è rimasto in calo, per effetto della componente delle piccole imprese, in un contesto di debole domanda e condizioni di offerta improntate alla cautela. La qualità del credito si è mantenuta elevata: il tasso di deterioramento è ulteriormente sceso nel 2025, confermandosi su livelli storicamente bassi. I depositi detenuti da famiglie e imprese hanno ripreso ad aumentare (+1% sui dodici mesi a dicembre), dinamica ascrivibile interamente alle famiglie, mentre i depositi del comparto produttivo sono rimasti stabili. 
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