Il rapporto della Banca d’Italia evidenzia un’economia regionale in rallentamento. Bene export e costruzioni, ma pesano manifattura, salari e scarsa innovazione

L’economia toscana continua a crescere, ma a un ritmo inferiore rispetto al resto del Paese. È quanto emerge dal rapporto “L’economia della Toscana” presentato dalla Banca d'Italia, secondo cui nel 2025 il Pil regionale è aumentato dello 0,4%, contro lo 0,5% registrato a livello nazionale. A frenare la crescita è soprattutto la debolezza del settore manifatturiero, con un calo del fatturato industriale del 2,7%, nonostante i segnali di ripresa del comparto moda nella seconda parte dell’anno. In crescita invece i servizi (+0,3%) e le costruzioni (+3,7%), sostenute dagli investimenti pubblici.

Il rapporto sottolinea come l’incremento dell’export (+18,6%) sia influenzato principalmente dai settori dei metalli preziosi e della farmaceutica, che generano però un valore aggiunto limitato sul territorio. Sul fronte del lavoro l’occupazione resta sostanzialmente stabile, mentre le retribuzioni aumentano grazie ai rinnovi contrattuali senza però recuperare completamente la perdita di potere d’acquisto accumulata negli ultimi anni. Firenze risulta tra le aree che hanno sofferto maggiormente dal 2020, penalizzata dalla crisi della moda e dal rallentamento della spesa turistica, mentre Lucca e Arezzo mostrano performance più positive.

Secondo la Banca d’Italia la chiave per rilanciare la competitività della regione è l’innovazione. Pesano infatti la frammentazione del tessuto produttivo, composto in larga parte da micro e piccole imprese, la limitata presenza in filiere ad alto valore aggiunto e le difficoltà di accesso al credito per le aziende innovative. A queste criticità si aggiungono l’invecchiamento della popolazione e la scarsa capacità di attrarre lavoratori altamente qualificati. Per il 2026 restano inoltre le incognite legate all’inflazione e alle tensioni geopolitiche internazionali.

Rinnovabili, la Regione amplia le aree per il fotovoltaico

Via libera della giunta alle nuove norme: l’8% del territorio toscano sarà considerato area idonea con procedure semplificate.

La Regione Toscana accelera sul fronte della transizione energetica con una nuova legge sulle aree idonee agli impianti da fonti rinnovabili. Il provvedimento, presentato dal presidente Eugenio Giani e dall’assessore all’Ambiente David Barontini, individua circa l’8% della superficie regionale come area idonea all’installazione di impianti fotovoltaici, ampliando le possibilità previste dalla normativa nazionale.

Accanto alla legge è stato presentato anche un piano di accelerazione che prevede procedure semplificate per la realizzazione di impianti in aree già compromesse, come cave dismesse, discariche chiuse e zone industriali o logistiche. Attualmente la Toscana copre il 51% del proprio fabbisogno energetico attraverso fonti rinnovabili, con il geotermico che rappresenta la quota principale. L’obiettivo della Regione è raggiungere il 66% entro la fine del mandato di Giani, puntando soprattutto sul fotovoltaico e, in prospettiva, anche sull’eolico offshore. Lo scrive Repubblica Firenze. 

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