Coinvolte le Camere di commercio di Firenze e di Arezzo-Siena e gli ordini professionali

Un protocollo d'intesa, di durata quinquennale, sarà siglato dal dipartimento di giurisprudenza dell'Università di Siena, dalle Camere di commercio di Arezzo-Siena e di Firenze e dagli Ordini degli avvocati e dei commercialisti e dei consulenti del lavoro delle province di Arezzo e Siena per promuovere la cultura della conciliazione e della mediazione. L'accordo, che sarà firmato l'11 giugno a Siena, avvia una collaborazione, definita strategica, rispondendo alla recente evoluzione normativa nazionale ed europea.
    
Attraverso un gruppo di coordinamento paritetico, le parti organizzeranno percorsi formativi e seminari divulgativi per garantire l'aggiornamento continuo dei professionisti e una solida preparazione dei giovani giuristi. L'obiettivo è formare esperti altamente qualificati nella risoluzione alternativa delle controversie (Adr), garantendo a imprese e cittadini l'accesso ad uno strumento rapido ed economico per una gestione consensuale e costruttiva dei contenziosi. "L'importanza istituzionale ed economica dell'iniziativa è supportata dai più recenti dati ufficiali del ministero della giustizia che - si spiega - confermano la mediazione civile come uno strumento solido, efficiente e in forte espansione.

Nel 2025 sono state iscritte in Italia 163.473 nuove mediazioni civili (+11% rispetto al periodo pre-pandemico), con un incremento del 9,5% delle procedure demandate dai giudici, segno di una magistratura che valorizza sempre più la mediazione per risolvere i conflitti fuori dalle aule di giustizia. Inoltre, a seguito della Riforma Cartabia, la quota dei primi incontri effettivi sul totale delle pendenze è salita verticalmente, raggiungendo il 71% nel 2025 e quando le parti decidono di proseguire oltre il primo incontro informativo, il 53,1% dei procedimenti si definisce con il raggiungimento di un accordo.

Dati - si sottolinea - che confermano l'efficacia della mediazione nel ridurre tempi e costi rispetto alla giustizia ordinaria, consolidandola come motore di una rinnovata cultura del dialogo e della legalità". 
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