Dopo il summit americano, Paratici e Ferrari rientrano in Italia. Attesa una conferenza stampa per illustrare il progetto: Ndour resta centrale, mentre il mercato punta su profili giovani e internazionali

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Si è conclusa la missione americana della dirigenza viola. Il direttore generale Alessandro Ferrari e il direttore sportivo Fabio Paratici hanno fatto rientro in Italia dopo una settimana di incontri con la proprietà, confronti strategici e appuntamenti istituzionali negli Stati Uniti. I tifosi attendono ora risposte concrete dopo una stagione deludente e, già nei prossimi giorni, potrebbe arrivare una conferenza stampa del club per illustrare le linee guida emerse dai vertici andati in scena a New York.

Intanto, però, qualche segnale inizia a filtrare. «Stiamo facendo di tutto per cercare di costruire la miglior squadra per Firenze e per la Fiorentina», ha dichiarato Paratici intervenendo alla Festa Viola del Valdarno. Sulla stessa linea il presidente Giuseppe Commisso, che con un videomessaggio ha ribadito l'ambizione del club: «Vogliamo costruire una Fiorentina degna della sua storia, dei suoi tifosi e del futuro che tutti vogliamo, guardando avanti con coraggio, unità e ambizione». Parole che sembrano allontanare i timori di una semplice politica di riduzione dei costi e delle cessioni eccellenti, lasciando intravedere invece la volontà di rilanciare in vista della stagione del centenario.

Anche i nomi accostati alla Fiorentina nelle ultime settimane sembrano andare in questa direzione. Dopo una prima fase caratterizzata da profili più prudenti, il mercato viola si è orientato verso giocatori giovani, già affermati e con prospettive internazionali. Piacciono il laterale dell'Atletico Madrid Matteo Ruggeri, l'esterno del Genoa Brooke Norton-Cuffy, il talento dell'Under 21 Luca Koleosho e il difensore del Tottenham Radu Dragusin. Al momento si tratta di interessamenti e sondaggi, senza trattative avanzate, ma rappresentano un cambio di prospettiva significativo. Parallelamente, sarà fondamentale la gestione delle uscite, cedendo gli elementi ritenuti non funzionali e trattenendo invece i giocatori considerati centrali nel progetto.

Tra questi c'è sicuramente Cher Ndour. Il centrocampista, nonostante le numerose richieste ricevute, è considerato un punto fermo della nuova Fiorentina. Paratici avrebbe già respinto i primi assalti delle big interessate al giocatore, convinto delle sue qualità e del suo potenziale nel centrocampo a tre di Fabio Grosso. «La stagione del centenario non deve essere soltanto una celebrazione del passato, ma l'inizio di un futuro più forte», ha ricordato ancora Commisso. Adesso, però, alle dichiarazioni dovranno seguire i fatti: l'obiettivo è arrivare all'inizio del ritiro al Viola Park, previsto tra il 7 e l'8 luglio, con una squadra già definita e pronta a restituire entusiasmo a un ambiente che vuole lasciarsi alle spalle le delusioni dell'ultima stagione.

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